Formula 1 | GP Messico 2016: le pagelle

In Messico Lewis Hamilton vince il primo match-point sul rivale Nico Rosberg, mentre per il terzo posto si infiamma la polemica tra Red Bull e Ferrari

Formula 1 | GP Messico 2016: le pagelle

Stavolta non bisogna proprio lamentarsi in quanto a spettacolo perchè nello scorso GP del Messico le scintille non sono di certo mancate, almeno una volta terminata la gara.
Eh sì, perchè se la vittoria è andata ad un Lewis Hamilton in grado di tenere testa al compagno di squadra Nico Rosberg praticamente dall’inizio alla fine, la vera lotta si è disputata a telecamere spente per decretare il pilota a cui spettava il gradino più basso del podio.
Alla fine i giochi hanno visto Daniel Ricciardo vincitore con Max Verstappen in quarta piazza sanzionato con cinque secondi di penalità per non aver restituito la posizione ad un Sebastian Vettel prima tutto contento del proprio terzo posto finale e poi beffato con dieci secondi sulla propria prestazione per comportamento scorretto nel duello con l’australiano della Red Bull.

LEWIS HAMILTON: Voto 10 – Freccia appuntita
Sul circuito del Messico l’inglese della Mercedes capisce che se vuole recuperare il terreno perduto sul rivale di box deve cambiare completamente strategia: inutile arrabbiarsi per rotture meccaniche o altri problemi tecnici come futile è il voler forzare un risultato oltre ogni tempo e modo.
E sono proprio le maniere quelle che il numero #44 ha modificato per conquistare la sua ottava vittoria stagionale: la guida è più rilassata ma efficace allo stesso tempo, in qualifica non sbaglia un colpo ed in gara le azzecca tutte tranne un piccolo lungo allo start che recupera subito per andare ad involarsi verso un trionfo che lo porta a meno 19 punti da Nico Rosberg. Chapeau!

NICO ROSBERG: Voto 9 – Non è sempre domenica
Il tedesco di Wiesbaden è confidente, fiducioso dei propri mezzi e ci crede più che mai, ma in Messico come negli Stati Uniti sta accusando il ritorno di un rivale di box che sta migliorando sempre più l’approccio psicologico da tenere in gara.
Al contrario il leader di classifica sente la tensione che sale e la gestisce come meglio può – anche se il contatto con Verstappen nelle battute iniziali non lo ha di certo aiutato – ed alla luce dei suoi 31 anni capisce quando è il momento di accontentarsi e di portare a casa punti preziosi per il Campionato. Manca poco Nico, non mollare proprio ora!

DANIEL RICCIARDO: Voto 8 – Fortunato
L’australiano della Red Bull è risultato il vincitore a tavolino per il gradino più basso del podio in un Messico che farà discutere ancora a lungo: sul passo gara è costante ed efficace, tenta l’azzardo di compiere due terzi di gara con le medie ma la magia non gli riesce e quando torna in pista è talmente indiavolato che recupera due secondi al giro sul proprio team-mate.
Quando è il momento di passare Sebastian Vettel, tuttavia, tocca leggermente la monoposto di Maranello ed il ferrarista riesce meglio di lui a rimanere dentro nelle sue linee: termina quinto sotto la bandiera a scacchi ma dopo mille vicende si ritrova inspiegabilmente terzo senza nemmeno esser salito sul podio. Se non è fortuna questa…

MAX VERSTAPPEN: Voto 5 – Rimandato alle lezioni di recupero
Il 19enne di Hasselt è un funambolo in pista e non si risparmia mai: la stoffa ricorda molto quella di grandi campioni come Michael Schumacher o Ayrton Senna, personaggi duri a morire e competitivi a tal punto da voler vincere sempre, anche i più piccoli duelli con l’avversario di turno.
Ma il ragazzo della Red Bull deve crescere perchè i tempi non sono più quelli di una volta ed adesso il regolamento parla chiaro: se lo rispetti bene, altrimenti ti becchi la penalità.
Così è stato in seguito all’uscita sull’erba per via della battaglia psicologica con Sebastian Vettel per la quale è stata sanzionato di cinque secondi per condotta antisportiva.
E poi è lui a declamare la buona educazione nei confronti del ferrarista!

SEBASTIAN VETTEL: Voto 6 – Beffato… ancora
La stagione del tedesco sta diventando più complicata del previsto visti i continui alti e bassi che sta affrontando prima per una monoposto la quale si rivela all’altezza quando più le garba e poi per le mille difficoltà che incontra in pista: in Giappone è stata una scelta sbagliata al muretto a frenarlo, ad Austin il bilanciamento della SF16-H.
Stavolta, invece, è stato il turno di una specie di complotto per via di quei regolamenti che lui stesso ha approvato per evitare comportamenti scorretti in pista: arrabbiato come non mai per la condotta di Verstappen, ha assaggiato il piacere del podio per nemmeno 24 ore perchè poi gli è stato tolto a causa di una manovra difensiva nei confronti dell’attacco di Ricciardo giudicata dalla direzione gara “potenzialmente pericolosa”.
Forse sarebbe meglio tornare agli anni ’90 dove le sportellate si sprecavano e tutti erano più contenti…

KIMI RAIKKONEN: Voto 7 – Houston, abbiamo un problema
Il GP del Messico del finlandese è stato tutt’altro che rose e fiori: sia in qualifica che in gara ha dovuto vedersela con delle gomme che gliene hanno fatte passare di tutti i colori, prima non andando in temperatura per il giro lanciato e poi per la mancanza di grip durante lo stint più lungo della domenica.
Ha dovuto fermarsi apposta per montare un treno nuovo ma il risultato non è cambiato: per passare Nico Hulkenberg ci ha messo troppo a dimostrazione, tra l’altro, che la sua velocità di punta non era così competitiva come ci si aspettava.
Quantomeno stavolta gli pneumatici sono stati avvitati bene durante il pit-stop!

NICO HULKENBERG: Voto 7 – Tenace e di parola
Il tedesco della Force India sta mantenendo le promesse stipulate prima di fare il grande salto nel mondo Renault: prima della fine della stagione ha detto di voler dare il massimo per aiutare fino all’ultimo la scuderia indiana nello sviluppo della loro VJM09, per cui l’ottimo quinto posto in qualifica ed il settimo sotto la bandiera a scacchi sono la prova della sua buona parola.
Fatti alla mano, il reparto corse con base sul circuito di Silverstone è il primo team dietro ai tre “big” segno che il lavoro svolto dal biondo 29enne è qualitativamente convincente. Bene così!

BOTTAS & MASSA: Voto 6 – Si può osare di più…
… senza essere eroi recitava la classica canzone di Umberto Tozzi ed è proprio questo che le due Williams dovrebbe provare a fare: la velocità ce l’hanno, basti vedere il record siglato all’altezza della “speed trap” di ben 372,5 km/h fatto segnare dal finlandese, forse manca quella componente aerodinamica su cui stanno lavorando da inizio anno però alla luce del blasone della scuderia di Sir. Frank Williams stavolta è necessario rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare a testa bassa. Seriamente.

ALONSO & BUTTON: Voto 5 – La luce in fondo al tunnel si allontana…
In quel del Messico la McLaren-Honda è caduta di nuovo nella solita trappola: hanno provato qualche azzardo dell’ultimo minuto e l’hanno pagato a caro prezzo, con Jenson Button 12esimo e Fernando Alonso a seguire.
Tra l’altro lo spagnolo ha perso fin troppo tempo durante il suo secondo pit-stop per un’incertezza nella ripartenza non si sa bene per quale arcano motivo.
In passato il team giapponese ha ottenuto diverse vittorie sul circuito messicano e questa poteva essere l’occasione buona per un’importante rivincita quantomeno sul piano morale: nel reparto corse britannico si starà lavorando soprattutto in ottica 2017, ma a quanto pare ci si sta dimenticando di vivere il presente…

Autore

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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