Formula 1 | GP Giappone 2016, le pagelle di Suzuka

A Suzuka Nico Rosberg domina in una gara che ha visto Verstappen mettere in riga Lewis Hamilton, mentre le Ferrari si perdono con scelte improbabili ai box

Formula 1 | GP Giappone 2016, le pagelle di Suzuka

Di nuovo Nico Rosberg davanti a tutti, anche qua a Suzuka dove non aveva mai vinto: una gara comandata dal primo all’ultimo giro che gli permette di allungare la distanza dal proprio compagno di squadra che ora si trova a 33 punti di svantaggio in classifica piloti.
Dietro di lui un Max Verstappen in palla riesce a zittire il ruggito del “leone di Inghilterra” della Mercedes grazie ad una manovra difensiva proprio in quella chicane dove tanti anni fa i grandi Prost e Senna avevano acceso anche in pista la loro rivalità.
Con Lewis Hamilton così giunto terzo al traguardo, dietro le Ferrari si sono dovute accontentare della quarta (Sebastian Vettel) e della quinta piazza (Kimi Raikkonen) con il tedesco stizzito per esser stato vittima di una scelta sbagliata al secondo pit-stop.

NICO ROSBERG: Voto 10 – Mattatore
Primo in tutti i turni di prove libere, conquista la pole position a Suzuka mostrando (o fingendo?) qualche difficoltà nei confronti del compagno di squadra per poi dominare la gara della domenica dall’inizio alla fine. Il suo passa gara è irresistibile per chiunque e la sua guida è talmente precisa da farlo sembrare ai comandi della PlayStation anziché al volante di una monoposto di Formula 1.
Sarà lui l’erede di Schumi?

MAX VERSTAPPEN: Voto 9 – Resistente
È l’unico ad aver sfruttato al meglio la retrocessione di Raikkonen dalla terza all’ottava casella per la sostituzione del gearbox, conduce una gara magistralmente gestita anche nei pit-stop e nel finale mette in riga un Lewis Hamilton che nel giro di un battito di ciglia da leone all’attacco si trasforma in micino ferito. Se non si fa impensierire nemmeno da un tre volte campione del mondo…

LEWIS HAMILTON: Voto 8 – Irriducibile… con riserva
L’inglese della Mercedes sembra essere allergico alle partenze lanciate ed anche qua a Suzuka non è da meno: cannato lo start alla grande, dimostra grande abilità di guida nella parte centrale della gara ma alla resa dei conti con Verstappen gioca l’azzardo in anticipo e si accontenta del terzo posto.
Se avesse aspettato l’ultimo giro…

SEBASTIAN VETTEL: Voto 8 – Mulo da soma
Scatta dalla sesta posizione per il disastro che ha combinato a Sepang e nelle prime curve si ritrova settimo: la voglia di rifarsi arde dentro di lui perciò comincia ad inanellare giri veloci portando al limite la sua SF16-H.
Prima del secondo pit-stop è terzo ma una scelta sbagliata al muretto dei box gli manda in fumo le speranze di agguantare il podio. Fatica sprecata?

KIMI RAIKKONEN: Voto 7+ – Iellato
In qualifica agguanta un’ottima terza posizione a dimostrazione dei passi avanti della casa di Maranello che prontamente non si smentisce e ne fa un paio indietro per sicurezza andando a sostituirgli il cambio prima dello start.
Cinque posizioni di penalità, partenza dall’ottava casella e solo quinto sotto la bandiera a scacchi.
Ed anche lui si domanda quando la sfiga lo abbandonerà…

DANIEL RICCIARDO: Voto 7- – Frignone
In conferenza stampa si è lamentato delle chiazze di umido presenti nella parte esterna del rettilineo di Suzuka, ma anche dell’aria sporca e del traffico dei doppiati in mezzo alla pista.
Eppure il suo compagno di squadra è arrivato secondo e lui solamente sesto.
Che sia meglio lavorare a testa bassa piuttosto che lamentarsi di ogni singola difficoltà?

SERGIO PEREZ: Voto 7 – Indiano
La sua WJM09 si presenta fumante già in griglia di partenza come se dovesse esplodere da un momento all’altro, ma è tutta scena e il messicano porta la sua Force India in settima piazza a dimostrazione che il Sahara sta cominciando a far sentire la sua voce anche in Formula 1.

NICO HULKENBERG: Voto 7 – Ironico
Anche se è arrivato dietro al compagno di squadra il tedesco qua a Suzuka ha regolato i conti con la Williams ed il suo sorpasso dal tono beffardo su Valtteri Bottas alla Casio Triangle (con tanto di “See you later” alla radio) ha dimostrato chi comanda tra i due.
Chissà ad Austin cosa succederà…

VALTTERI BOTTAS: Voto 6 – Indulgente
Il finlandese, assieme al compagno di squadra Felipe Massa, sta tentando a tutti i costi di far risorgere la storica scuderia britannica ma la loro competitività è palesemente inferiore rispetto alla Force India tant’è che non prova nemmeno a rintuzzare l’attacco subito dal rivale Hulkenberg.
Cambiamento di rotta cercarsi disperatamente.

FERNANDO ALONSO: Voto 6 (sulla fiducia) – Perplesso
Doveva essere il GP della riscossa per il team McLaren-Honda che nei suoi fervidi preparativi ha consegnato nelle mani dello spagnolo una MP4/31 aggiornata di tutto punto.
Ed invece il due volte campione del mondo è giunto sotto la bandiera a scacchi solo 16esimo lasciandolo perplesso da una parte e corrucciato dall’altra visto che in Malesia ha lottato con Perez per la sesta posizione mentre qua a Suzuka anche le Sauber gli sono state davanti.
Speriamo che quest’eccezione giapponese non ridiventi una regola…

JENSON BUTTON: Voto 5 – Schifato
I bei tempi del 2009 sembrano essere solo un lontano ricordo per il britannico che qua in Giappone ha avuto, al contrario, gli incubi viste le ingenti difficoltà a lottare addirittura contro le Manor di Wehrlein ed Ocon.
La sua 18esima posizione al traguardo non rende giustizia né al pilota né alla vettura della casa britannica, per cui: testa bassa e lavorare!

CARLOS SAINZ: Voto 4 – Eccessivo
Lo spagnolo della Toro Rosso si è dimostrato fin troppo agitato qua a Suzuka e la troppa aggressività che ci ha messo nella lotta contro Fernando Alonso alla prima curva ha avuto come risultato solamente un lungo verso le vie di fuga.
Per non parlare del contatto con la HAAS di Esteban Gutierrez: forse è meglio che si dia una calmatina…

Autore

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di potermi sentire un pilota, anche solo per una volta nella vita. Perchè Ayrton Senna diceva: "Una persona che non ha più sogni non ha più alcuna ragione di vivere".

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