Formula 1 | GP del Messico: nella terra dei Sombreros

Il paddock si sposta a Città del Messico per il terzultimo appuntamento di questa stagione, riviviamo insieme alcuni dei momenti chiave di questo GP

Formula 1 | GP del Messico: nella terra dei Sombreros

Concluso il weekend americano di Austin, la Formula 1 è di nuovo in cammino: la diciannovesima tappa del mondiale è in Messico. Domenica si correrà sul circuito “Hermanos Rodríguez”: lungo 4.304 m e situato nel parco Magdalena Mixhuca a Città del Messico.

formula-1-gp-del-messico-nella-terra-dei-sombrerosQuesto tracciato deve il suo nome ai due fratelli: Pedro e Ricardo Rodríguez, due leggende dell’automobilismo messicano e non solo. I due iniziano fin da giovanissimi a mostrare le loro grandi doti, innanzitutto con il ciclismo e in seguito con le moto, fino ad approdare alla serie automobilistica NART negli anni Cinquanta. Nonostante l’indiscusso talento dei due, quello che riesce a spiccare è Ricardo: nel 1960 a 18 anni, diviene il più giovane pilota ad aver mai preso parte alla 24ore di Le Mans e arriva addirittura secondo. Questo podio gli vale come raccomandazione a Maranello, così nel 1962 Ricardo diviene un pilota Ferrari. La favola del messicano, però, si interrompe proprio nel giorno in cui probabilmente corona il suo sogno: durante il GP di casa a Città del Messico. L’altro fratello Pedro, scosso, pensa di abbandonare le corse ma alla fine la passione ha la meglio e l’affermazione arriva nel 1968 con la vittoria della 24Ore di Le Mans. Purtroppo il mondo delle corse è costretto a dire addio anche all’ultimo dei Rodríguez: Pedro viene a mancare nel 1971 dopo un grave incidente al Noisiring, durante il campionato Interserie.

Benché si siano corsi solamente 16 gran premi, quella del Messico è sempre stata una gara determinante per il calendario della Formula 1: infatti, solo i più grandi sono stati in grado di scrivere il loro nome nella storia di questo GP.

formula-1-gp-del-messico-nella-terra-dei-sombrerosLa prima edizione, non ancora valida per la Formula 1, si corre nel 1962 e ad imporsi è la Lotus con Jim Clark. Tuttavia, la corsa è funestata dalla tragica scomparsa di Ricardo Rodríguez davanti al suo amato pubblico: il messicano è vittima di un incidente all’altezza della famosa curva Peraltada.
L’anno successivo a salire sul gradino più alto del podio è ancora una volta Clark (Lotus), lo scozzese si imporrà anche nel 1967 divenendo il più vincente di sempre sul suolo messicano.
Il GP del 1964 vede come protagonisti da un lato: Hill, Surtees e Clark per Titolo Piloti e dall’altro: Ferrari, Lotus e BRM per quello Costruttori. Clark parte dalla pole, ma viene subito tradito dal motore, mentre Bandini è davanti al compagno Surtees e dal muretto arriva l’ordine di farsi da parte. Surtees arriva secondo dietro Gurney, proclamandosi Campione del Mondo per un punto su Hill e la Ferrari è vince il Titolo Costruttori per la seconda volta nella sua storia.
Un anno più tardi la casa giapponese Honda festeggia la sua prima vittoria in Formula 1, alla guida della vettura c’è l’americano Richie Ginther.
Nel 1968 i protagonisti sono ancora una volta due grandi: Stewart e Hill si contendono il Titolo, ma lo scozzese deve fare i conti con i capricci del suo motore ed è costretto a guardare sfilare Graham Hill, che va a vincere il suo secondo campionato.

Il Gran Premio va avanti fino al 1970, successivamente l’appuntamento a Città del Messico viene cancellato per poi tornare nella metà degli anni Ottanta; l’ultimo a vincere prima della pausa è Jackie Ickx su Ferrari.

Nell’edizione dopo l’assenza, si assiste al trionfo di Gerard Berger: l’austriaco regala la prima vittoria alla scuderia Benetton. Nel 1987 il pilota della Arrows Warwick è autore di un bruttissimo incidente alla curva Peraltada, l’inglese ne esce miracolosamente illeso; sul podio salgono le due Williams con Mansell primo e Piquet secondo, davanti a Patrese con la Brabham.

formula-1-gp-del-messico-nella-terra-dei-sombrerosAlain Prost e la sua McLaren dominano il GP del 1988, il francese si ripeterà con la Ferrari nel 1990 con una rimonta grandiosa dalla tredicesima posizione. L’anno seguente a tagliare per primo il traguardo è un italiano: Riccardo Patrese su Williams.
Ayrton Senna si aggiudica l’edizione del 1989, ma tre anni più tardi il brasiliano è protagonista del primo e unico incidente in carriera. Durante le prove del venerdì la McLaren esce di pista all’altezza della famigerata Peraltada e va a sbattere contro i pneumatici di protezione, ribaltandosi: per fortuna solo una contusione alla gamba per Senna e Sid Watkins gli dà il via libera per le qualifiche.

Nonostante la popolarità del circuito, i piloti iniziano a lamentarsi delle condizioni in cui versa la pista: disconnessioni e buche, rendono difficile e pericolosa la guida. La decadenza dell’autodromo riflette nient’altro che quella di una paese in piena crisi, così quella del 1992 è l’ultima edizione del GP messicano.

Nella metà degli anni Duemila iniziano a circolare voci su di un possibile GP nei pressi di Cancún, ma la proposta rimane ferma in cantiere. In seguito si decide di ristrutturare il circuito dei fratelli Rodríguez e i lavori vengono messi nelle mani di Tilke, il quale attua modifiche sostanziali: tra cui la rimozione della famosa Peraltada.

formula-1-gp-del-messico-nella-terra-dei-sombrerosL’anno scorso il GP del Messico è rientrato a far parte del calendario della Formula 1, ad imporsi è stato Nico Rosberg su Mercedes, davanti a Hamilton e Bottas della Williams. Inoltre, domenica sulla griglia di partenza il pubblico vedrà schierati ben due piloti messicani: Sergio Pérez e Esteban Gutiérrez.

Autore

Anna Polimeni

Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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