Formula 1 | Giappone: il GP delle controversie

Terminato il weekend Malese, il circus è già in movimento: la prossima tappa è Suzuka per il GP del Giappone.

Formula 1 | Giappone: il GP delle controversie

Quello del Sol Levante è uno degli appuntamenti più amati: sia dai piloti, che qui si trovano ad affrontare il caratteristico circuito di Suzuka, sia dagli appassionati di Formula 1. L’asfalto nipponico, infatti, è stato teatro di momenti momenti memorabili, tanto quanto le questioni sollevate, che hanno segnato questo la storia di questo sport.

formula-1-giappone-il-gp-delle-controversieLa massima serie approda in estremo oriente nel 1976, con un GP che circa 40 anni dopo sarà oggetto cinematografico. Ai piedi del monte Fuji, in piena stagione monsonica si decide il titolo: da un lato c’è Niki Lauda favorito alla corsa per il mondiale, dall’altro James Hunt.
Dopo una lunga attesa a causa delle nubi sempre più fitte che sovrastano il circuito, si parte. La Ferrari di Lauda dopo soli due giri è ai box e il pilota è fuori dalla vettura. Gli uomini di Maranello sono increduli, Mauro Forghieri cerca di convincere Lauda a dare la colpa al motore con la stampa, ma l’austriaco non cede: “Dite la verità, dite che ho avuto paura!” risponde. Così, mentre Lauda vede sfumare il suo sogno mondiale, Hunt si ritrova terzo e con il primo e unico titolo in mano. Molti lo definiranno un gesto sciocco e altri parleranno di complotto, dimenticando che sotto le tute e i caschi ci sono uomini.

James Hunt si aggiudica il primo posto l’anno successivo, tuttavia la gara è funestata dalla tragedia.
Nel tentativo di sorpassare Peterson al sesto giro, la Ferrari di Gilles Villeneuve urta la ruota posteriore della Tyrrel: la monoposto del canadese spicca il volo e finisce oltre il guardrail e falcia il pubblico causando 2 morti.

Nel 1987 si ritorna a Suzuka nel nuovo circuito di proprietà della Honda, Nigel Mansell e la sua Williams sono i favoriti per il titolo. Durante le prove libere, però, il Leone è autore di un incidente: i forti dolori alla schiena impediscono a Mansell di prendere parte alla corsa. Gerard Berger taglia per primo il traguardo su Ferrari, mentre Nelson Piquet festeggia la vittoria del campionato sul compagno di squadra Mansell.

La fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90, sono all’insegna del drama: Ayrton Senna e Alain Prost.
Tutto inizia con il GP del 1988, la McLaren arriva in Giappone dopo aver vinto quasi tutte le gare della stagione. Al via Prost scatta primo mentre Senna parte male e si ritrova 14°, ma arriva la pioggia e il brasiliano fa quello che gli riesce meglio: con una serie di giri veloci Senna agguanta Berger al secondo posto. Nel frattempo Prost ha problemi al cambio e viene anche rallentato nel doppiaggio a De Cesaris, alla è costretto a cedere: Senna vince la gara e il suo primo titolo iridato.

L’anno successivo la McLaren è ancora la scuderia da battere, ma i rapporti tra i due piloti sono sempre più tesi: Prost dichiara di non aver intenzione di far passare Senna in alcun modo!
Il brasiliano parte dalla pole davanti al francese, al via Prost si prende la prima posizione. Si arriva al 47° giro alla curva Casio: Prost mantiene la parola e chiude sul compagno di squadra, i due sono entrambi fuori.
Alain Prost scenda dalla vettura convinto di aver il titolo in tasca, Senna, invece, si fa aiutare dai commissari rientra in pista e si prende la testa della corsa. Lo sforzo del brasiliano, però, è vano: Senna viene squalificato per essere stato aiutato dai commissari e aver tagliato la chicano al rientro in pista. Nella gara della discordia per eccellenza, la vittoria va a Nannini a tavolino; Prost dovrà aspettare il GP successivo in Australia per laurearsi campione del mondo.

Nel 1990 la questione è ancora aperta: si inizia dal sabato di qualifica quando Senna chiede che la pole venga spostata sul lato meno sporco della pista. formula-1-giappone-il-gp-delle-controversieLa richiesta del campione viene accettata in un primo momento, successivamente Jean-Marie Balestre annulla il tutto!
Prost parte meglio, ma Senna è più veloce e, nel tentativo di sorpasso ai danni della Ferrari, i due si toccano e finiscono fuori pista. Questa volta è il brasiliano che ride per ultimo: Senna ottiene il suo secondo titolo e a vincere la gara è Piquet.
Sempre il Giappone regalerà a The Magic il suo terzo e ultimo mondiale, nel 1991.

Nel GP 1993 è ancora Ayrton Senna a imporsi, anche se il brasiliano deve vedersela con Eddie Irvine. Nel tentativo di superare da Hill, il nordirlandese si sdoppia e sorpassa Senna. Il tre volte campione è su tutte le furie, a fine gara irrompe nel box di Irvine e chiede spiegazioni, “Se eri così veloce potevi passare, chi te lo impediva?” risponde Irvine ed ecco che parte il cazzotto di Senna!

Risse finite, Mika Hakkinen (McLaren) che fa il bis in Giappone: prima nel 1998 e poi aggiudicandosi il mondiale nel 1999.

Per le successive conque anni l’imperatore giapponese è costretto ad inchinarsi difronte all’egemonia rossa: Schumacher (2000, 2001, 2002, 2004) e Barrichello (2003) porteranno la Ferrari sul gradino più alto del podio a Suzuka.

formula-1-giappone-il-gp-delle-controversieNel 2005 il protagonista è Kimi Raikkonen: partito 17° con la sua McLaren, il finlandese compie una magnifica rimonta e taglia per primo il traguardo.
L’anno seguente sfuma la possibilità di un ottavo titolo per Schumacher, il tedesco è tradito dal motore della sua Ferrari e a vincere è Fernando Alonso in Renault.

Il Fuji torna ad ospitare il GP nel 2007, a trionfare è Hamilton (McLaren) davanti a Kovalainen (Renault) e Raikkonen (Ferrari). Fernando Alonso è protagonista di un brutto incidente al giro 41: quando sotto la pioggia, lo spagnolo perde il controllo della sua McLaren e sbatte contro le barriere.

Vettel si impone per due anni consecutivi in Giappone: prima nel 2009 dopo aver battagliato con Hamilton, poi nel 2010 davanti a Webber e Alonso.

formula-1-giappone-il-gp-delle-controversieL’edizione del 2012 è quella degli addii: Schumacher saluta definitivamente la Formula 1 e Alonso il mondiale; la gara delle spagnolo finisce alla prima curva.

 

Il GP del 2014 è ricordato per il tragico incidente che coinvolse la Marussia Jules Bianchi, finita contro una gru entrata in pista per spostare la vettura di Adrian Sutil.

L’anno scorso Hamilton si è aggiudicato il secondo successo consecutivo a Suzuka, eguagliando Ayrton Senna come numero di vittorie.

Autore

Anna Polimeni

Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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