Formula 1| Il GP di Monaco: tra glamour e storia

Formula 1| Il GP di Monaco: tra glamour e storia

Questo weekend le vetture della Formula 1 si daranno battaglia tra le tortuose strade affacciate sullo scenario mozzafiato della Costa Azzurra per il Gran Premio di Monaco.

Sarà il panorama, sarà il glamour, sarà per le leggendarie curve i cui nomi sono impressi nella mente di tutti gli appassionati: Virage du Casino, Tornante Mirabeau, Rascasse; fatto sta che quello di Montecarlo è “Il Gran Premio”. Il circuito non esiste perché Monaco stesso è il circuito: 3340 Km per 78 giri che ne fanno il più breve e soprattutto il più lento del mondiale, il cui punto più importante è la Sainte Devote, chi prende il comando dopo questa curva nella maggioranza dei casi taglierà il traguardo per primo.

formula-1-il-gp-di-monaco-tra-glamour-e-storiaIl GP di Monaco esiste grazie alla volontà di un uomo: Anthony Noghes, commerciante di tabacco e fondatore del ACM di Monaco, che nel 1929 fa conoscere la velocità al piccolo principato. Affinché la gara entri a far parte del calendario della Formula 1 occorre aspettare il 1950, quando Fangio in Alfa Romeo è autore del primo Grand Chelem della storia: pole, giro veloce e vittoria. Nel 1955 la lotta è sempre tra grandi: Fangio, Ascari e Moss, con lo sfortunato italiano che perde il controllo della vettura e va a finire in mare, fortunatamente ne esce illeso ed è la Ferrari che segna la prima vittoria con Trintignant.

Gli anni 60′ sono marchiati Australia e Gran Bretagna, quattro sono i piloti che si alternano nel gradino più alto del podio: Moss (2), Hill (5), Bruce McLaren e Denny Hulme.
L’edizione del 1967 è funestata dal tragico incidente che provoca la morte di Lorenzo Bandini. Il pilota italiano parte dalla seconda posizione ma subito dopo perde posizioni ed è costretto ad una spossante rimonta, arriva alla chicane del porto ad una velocità superiore alla media, colpisce una bitta di ormeggio delle navi: la vettura decolla e ricade a terra capovolta e prende fuoco. I soccorsi non sono tempestivi perché si pensa che il pilota sia già fuori, ma una volta girata la monoposto avviene la macabra scoperta: Bandini si spegnerà dopo settanta ore di agonia.

formula-1-il-gp-di-monaco-tra-glamour-e-storiaIl decennio successivo viene inaugurato da Jochen Rindt dopo che Brabham finisce contro le barriere, l’austriaco viene salutato con un salto di gioia da Colin Chapman.
La Ferrari ritorna trionfante a Monaco vent’anni dopo, è il 1975 e sotto la pioggia Lauda regala la vittoria a Montezemolo che preso dall’emozione sferra un pugno a Regazzoni mentre il pilota taglia il traguardo. Lauda non si accontenta e anche l’anno seguente stringe la mano alla bellissima Principessa Grace.

L’edizione del 1981 viene posticipata a causa di un incendio io scoppiato nella cucine dell’Hotel Loews, al via Piquet cede il posto a Jones e si ritira dopo essere finito contro il guardrail, dietro di lui c’è Villeneuve che lo supera proprio sulla linea del traguardo e porta a casa la vittoria.
L’anno seguente a salire sul gradino più alto è un italiano: Riccardo Patrese su Brabham: Arnoux perde il controllo a la Piscine e Prost ne approfitta, ma il francese sbatte contro il guardrail e regala la gara a Patrese.

Gli anni 80-90 hanno due protagonisti indiscussi: Ayrton Senna e Alain Prost. Iniziamo col la leggendaria edizione dell’84‘ in una Monaco inondata dalla pioggia, una giovane Senna da inizio ad una rimonta incredibile arrivando al traguardo e credendo di aver vinto non accorgendosi del vantaggio di Prost. L’anno dopo è di nuovo il francese a trionfare seguito da Alboreto e De Angelis. Ayrton Senna dovrà aspettare il 1987 per alzare la coppa nel Principato: parte dietro allo sfortunato Mansell che è costretto al ritiro. Al brasiliano non va bene l’anno successivo quando, partito al comando, al 67esimo giro perde la concentrazione e va a finire contro le barriere prima dell’entrata del tunnel e consegna così la vittoria al rivale Prost. Ma il campione si rifarà nei seguenti 4 anni (89′-93′), battendo il record di Hill: 6 vittorie e 5 pole che gli valgono l’appellativo “Re di Montecarlo”.

Nel 94′ la prima di Schumacher a Monaco con la Benetton, mentre nel 97‘ tinge le strade di Rosso Ferrari. La serie di vittorie italiane nel Principato finisce con Jarno Trulli nel 2004, per lui pole e vittoria davanti a Button e Barrichello.

Per la seconda volta nel 2005, riecheggia l’inno finlandese grazie a Raikkonen che vince dodici anni dopo Keke Rosberg (1983).

Il protagonista del biennio seguente è Fernando Alonso, prima in Renault e poi in McLaren. Vettel, invece, è riuscito ad imporsi solo una volta nel 2011 con la pole e il primo posto.

formula-1-il-gp-di-monaco-tra-glamour-e-storiaLe ultime tre edizioni hanno visto trionfare uno che queste strade le conosce meglio delle sue tasche: Nico Rosberg; nel 2015 grazie alla “svista” Mercedes ai danni di Hamilton.

Di certo gli animi non sono dei migliori in questo periodo all’interno dei box delle frecce d’argento, vedremo quindi chi sarà il secondo Principe di Monaco per un giorno.

Autore

Anna Polimeni

Mi chiamo Anna, ho 19 anni e vengo da Torino. La F1? la mia passione, il mio mito? Ayrton Senna.

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