Flavio Briatore difende Alonso: «Combatte anche se è senza macchina»

Si sa, Flavio Briatore è uno schietto e pragmatico. Non ama nascondersi dietro a muri di pietra, è uno che dice le cose in faccia. Prima mette in dubbio la permanenza in Ferrari di Fernando Alonso, poi lo blocca al Cavallino Rampante, non ci è lecito sapere se più per strategia o nella realtà. Ospite della trasmissione di Radio 24, MIX24, condotta da Giovanni Minoli, il manager cuneese ha fatto il punto di questa Formula 1, confermando come non solo questo format e queste regole non rispecchino quello che per lui vuol dire Circus, ma parlando anche di Fernando Alonso e della Ferrari, analizzando a fondo il perché, nonostante il blasone, è ben distante dall’essere il team attrattivo per piloti, ingegneri e tecnici che invece si è rivelato essere negli anni passati.

Lo spagnolo è bloccato con una F14T che è fin troppo distante dalle dirette avversarie e anche il cambio di guardia in quel di Maranello, con Mattiacci che ha preso il posto di Domenicali, appare pressoché inutile a Briatore: «Con una macchina così non servirà a niente cambiare team principal. La macchina va piano. In Formula 1 la monoposto conta l’80%, il pilota il 20%. È senza macchina, sta combattendo perché lui è un ferrarista dentro. Lo sento quotidianamente, ci vediamo, ma sicuramente per un pilota come lui è molto frustrante pensare che non può arrivare al podio», ha esordito il manager. Ha continuato: «Il centro del mondo tecnologico, è l’Inghilterra. Io ho sempre detto che chi deve fare una fabbrica di prosciutti deve andare in Langhirano e chi vuol fare la Formula 1 deve andare in Inghilterra. Credo che la Ferrari debba avere una sede operativa in Inghilterra, visto che tutta la tecnologia della Formula 1 è concentrata lì. Avere un team con base a Maranello rende difficile l’ingaggio di tecnici britannici – ha sottolineato Briatore – E a dimostrarlo sono anche il fallito assalto ad Adrian Newey e a Andy Cowell (responsabile motori Mercedes)».

E Briatore è stato uno dei pochi che può vantare di aver battuto il Cavallino Rampante, sia nel biennio 1994/1995 con Michael Schumacher, sia a cavallo tra gli anni 2005/2006 con Alonso stesso: «Pitturare di rosso le Benetton. Era la cosa più facile ed economica per vincere ma io devo sempre ringraziare Benetton per l’opportunità che mi ha dato», ha confidato. I problemi che attanagliano la Ferrari non dipendono dal motore o dalla power unit visto che il trend negativo perdura da svariati anni tanto che, l’ultimo mondiale piloti vinto dal Cavallino è quello del 2007, con Kimi Raikkonen. E proprio da quegli anni la Formula 1 è cambiata, enormemente, tanto da non piacere più anche al piemontese che ha sottolineato di non ave alcuna nostalgia del Circus: «Questa è un’altra Formula 1. La macchine che non fanno rumore, i piloti che la domenica devono risparmiare benzina, piloti che quando sorpassano sono sorpassi finti perché si apre l’alettone dietro quindi chiunque può sorpassare chiunque, si sorpassa quando i piloti vanno in crisi di gomme… Non è più uno sport di gladiatori ma di ragionieri, il pilota dentro la macchina deve fare i calcoli anzi che pensare di dare sportellate e vincere le gare – ha attaccato Briatore – Le macchine, ad esempio, vanno molto piano. Una GP2, in questo momento, potrebbe essere nei primi i 15 , ai tempi miei era a 18 secondi», ha concluso.

Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono una dog-sitter. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso, cosa che mi ha creato non pochi grattacapi. Sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle.

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