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Monza fuori dalla F1? L’ennesima bufala di Bernie Ecclestone!

Ok, sarà anche difficile pensarlo e tanto meno non abbiamo conoscenze tanto in alto per arrivare a darne la certezza assoluta. Monza non rischia di perdere la Formula 1 e l’Autodromo Nazionale non rischia di perdere il Circus al termine del contratto che si concluderà con l’edizione 2016 del Gran Premio d’Italia. Le sparate di Ecclestone hanno fatto crollare un altro muro pesante sull’impianto brianzolo, hanno fatto sobbalzare gli appassionati e hanno fatto smuovere i politici lombardi. Eppure, nonostante il pensiero comune, ci sono svariate motivazioni che implicano un ovvio rinnovo dell’accordo tra Monza e la Fom. Il tracciato italiano, assieme a Spa, Silverstone, Hockenheim e Montecarlo è in assoluto una delle piste protagoniste del mondiale che hanno scritto le pagine più belle del Motorsport. Ecclestone lo sa bene e se vuole continuare a fare affari con la Formula 1, sa di non poter rinunciare a un appuntamento così importante.

Tantissimi sono i fans che da ogni parte d’Italia e del mondo arrivano in Brianza in occasione del Gran Premio d’Italia, non siamo dei maghi, basta semplicemente frequentare il circuito in quei giorni e ci se ne rende velocemente conto. Il bagno di folla nel quale si immerge l’Autodromo Nazionale è inimitabile, soprattutto se confrontato agli impietosi spettacoli sulle tribune che vanno in scena in piste tipo la Corea, l’India e il Bahrain. Ecclestone, pensa solo in una minima parte al Circus: il numero uno della FOM aspira sempre più a concludere remunerativi contratti con i miliardari dei Paesi asiatici, pressoché di nulla tradizione motoristica che porta inevitabilmente alla mancanza di entusiasmo e soprattutto presenza degli appassionati sulle tribune. E, nonostante i desideri dell’84enne, Mister E. non può permettersi di entrare in ulteriore conflitto con la Federazione e col suo Presidente, Jean Todt, che considera Monza una delle piste più importanti del calendario.

E sulla testa di Ecclestone pende una pesantissima spada di Damocle: il 2016 è apparentemente lontano, eppure bisogna iniziare a fare progetti, a contrattare. Il boss della FOM sta per tagliare la soglia delle 84 primavere e non potrà gestire la Formula 1 in eterno, per di più è sotto processo a Monaco per corruzione e istigazione alla frode. Ma Monza non può sottovalutare il pericolo di perdita della Formula 1 perché, nonostante i tifosi possano pensarla differentemente il mondiale vivrà anche senza l’appuntamento all’Autodromo Nazionale ma l’impianto brianzolo non può perdere l’appuntamento Principe della stagione. In un certo senso la sua mancanza dal calendario degli eventi gli taglierebbe le gambe.

In fin dei conti l’obiettivo di Ecclestone è uno solo: più soldi o chiude il rubinetto della Formula 1. Le minacce non possono prendere di mira uno circuiti storici della categoria, anzi non dovrebbero colpire nessun tracciato. E a prendere le difese della gara e dell’impianto sono saliti in cattedra i politici della Regione Lombardia: dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia al presidente del Coni, Giovanni Malagò, passando per Roberto Maroni e Roberto Scanagatti, sindaco di Monza. Tutti contro l’ultima sparata di Ecclestone. E a nostro parere i tifosi, proprio in occasione della gara di Monza, dovrebbero unirsi e pensare a qualcosa di vero impatto mediatico per andare a colpire severamente Mister E. e per mandare in onda il proprio disappunto in anteprima mondiale.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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