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La sfida è rosa. Giovanna Amati contro Susie Wolff: «È una raccomandata»

Ne ha per tutti, anzi, per tutte Giovanna Amati. La 54enne romana, intervistata dal quotidiano Libero prima del weekend del Gran Premio di Gran Bretagna, non ha risparmiato le colleghe che si stanno avvicinando alla Formula 1 in questi ultimi tempi. Altolà cameratismo e solidarietà femminile. Le parole della driver romana sono al veleno nei confronti delle pilotesse moderne. La Amati è stata l’ultima donna a partecipare a una sessione ufficiale di prove in Formula 1, prima delle libere di venerdì scorso a Silverstone quando la Wolff è scesa in pista con la Williams. La sua ultima apparizione nel Circus è datata GP del Brasile del 1992 dove la romana chiuse i suoi tre tentativi falliti di qualificarsi per il GP.

«La Formula 1 non ha bisogno della Wolff, forse di lei ha bisogno la Martini per farsi pubblicità. Nel Circus non c’è bisogno delle donne in generale. Non gliene frega nulla. Più che aiutata dal matrimonio con Toto Wolff, direi che questo le ha spalancato le porte», sono le parole al veleno regalate al quotidiano italiano nei confronti della tester della Williams. Nemmeno ci si trovasse all’esame di maturità, le bocciature sono volate a profusione: nella tela sono finite anche Simona De Silvestro, Danica Patrick e Michela Cerruti. «Simona De Silvestro dopo una mediocre stagione in Indy, ha detto che vuole andare in Formula 1. Ma ci vai se ti chiamano, non se lo chiedi tu. Danica Patrick? È molto supportata, un po’ come Sarah Fisher mentre la Cerruti dovrei vederla in pista per esprimere un giudizio. Noto solo che rimbalza da un auto all’altra». E secondo la 54enne romana, all’orizzonte non ci sono quote rosa che potrebbero calarsi in un abitacolo di Formula 1, capaci di portare risultati importanti: «Ragazze all’altezza non ce ne sono. Vogliono tutto e subito, non fanno gavetta, è molto diverso rispetto ai miei tempi. Ora dicono: voglio fare il pilota e pretendono di diventarlo immediatamente ad alti livelli», ha dichiarato.

Giovanna, una delle poche donne viste correre nel Circus, non si risparmia. La Amati la bandiera a scacchi del Gran Premio non l’ha vista mai, nemmeno il semaforo, non è mai riuscita a qualificarsi, eppure dalle sue parole sembra trasparire anche parecchia frustrazione, forse qualche rimorso. È vero, la Formula 1 di oggi è molto più semplice rispetto a quella degli anni Novanta, e proprio per questo motivo la stessa Susie Wolff ha indicato come questo fattore rappresenti la chiave per aiutare il gentil sesso allo sbarco nella classe regina del Motorsport, ma sinceramente la romana, in questa occasione ha veramente esagerato!

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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