Home / Formula 1 2014 / Michael Schumacher riabilitazione a Losanna: tutte le verità di Sabine Kehm!

Michael Schumacher riabilitazione a Losanna: tutte le verità di Sabine Kehm!

Michael Schumacher è arrivato a Losanna! Dopo l’annuncio di risveglio dal coma indotto dato pochi giorni fa dalla sua portavoce Sabine Kehm, il futuro del sette volte campione del mondo inizia a tingersi di colori più caldi. Secondo il quotidiano svizzero Blick, Schumi si è mostrato cosciente per gran parte del trasferimento da Grenoble a Losanna, dove a circa quaranta chilometri da Gland, dove vive la famiglia, per proseguire la lunga fase di riabilitazione presso il polo ospedaliero universitario del Vaud.
Da non fraintendere però: essere cosciente non vuol dire che l’ex ferrarista abbia parlato o si sia mosso, semplicemente avrebbe tenuto gli occhi aperti per gran parte dello spostamento. Il trasferimento è stato organizzato dalla famiglia quasi come se si trattasse di un’operazione dei servizi segreti visto che, come riporta il Blick, la ditta che si è occupata del trasferimento non sapeva che il paziente in questione fosse Schumacher e gli addetti hanno dovuto lasciare i loro telefoni prima della partenza.

Dopo oltre sei mesi di illazioni il peggio sembra essere passato ma di come stia effettivamente Michael Schumacher si sa poco o nulla. Secondo indiscrezioni il Kaiser reagisce alle voci della moglie Corinna e dei figli, riacquisendo quindi, una piccola possibilità di interazione con l’ambiente esterno ma non è stato chiarito se il sette volte campione del mondo comprende appieno quello che gli viene detto. Inoltre Schumacher peserebbe poco più di 50 chili, una grossa perdita causata dai sei mesi di immobilità a letto e dalla perdita di tono muscolare che però veniva sollecitato già a Grenoble. «In realtà i progressi si sono già visti molte settimane fa, a Grenoble, quando Michael aveva lasciato la terapia intensiva e cominciato la riabilitazione», ha commentato la portavoce del tedesco, Sabine Kehm alla Gazzetta dello Sport. La decisione del trasferimento a Losanna, è stato deciso in particolar modo per la famiglia e per evitare che Corinna, la moglie dell’ex pilota, dovesse sobbarcarsi ogni giorno anche più di 200 chilometri tra la cittadina francese di Grenoble, dove l’ex ferrarista è rimasto ricoverato in questi 6 mesi, e quella dove vive in Svizzera, Gland.

Una delle poche cose certe sul prossimo futuro dell’ex pilota è che Schumacher in questa fase di recupero sarà seguito da una equipe di una ventina di dottori, guidati da Karin Diserens. Lo scopo dei luminari che si occuperanno del tedesco e soprattutto dei neurologi, sarà il recupero parziale o totale di funzioni fondamentali come la respirazione in completa autonomia, la deglutizione, la posizione eretta e il linguaggio. Impossibile fare una stima dei mesi, o forse anni del recupero visto che i tempi di reazione non si possono quantificare ma dipendono da individuo a individuo. Ma a gravare enormemente sulle troppe illazioni di questi ultimi 6 mesi è stata anche la scelta della famiglia di centellinare le informazioni, che così hanno dato credito a ogni sorta di indiscrezione.

Ogni caso è una storia a sé, è vero. Eppure l’ospedale di Losanna sembra essere la scelta giusta, non solo per questioni di vicinanza. La struttura ospedaliera è una delle maggiormente quotate del mondo per la rieducazione dopo traumi importanti come quello che si trova ad affrontare Schumacher e proprio il direttore del reparto di neurologia, oltre a essere un ricercatore di fama internazionale è anche uno degli esponenti di punta dello Human Brain Project, l’ambizioso progetto che entro il 2023 mira alla realizzazione, attraverso un supercomputer, di una simulazione del funzionamento completo del cervello umano. Il Kaiser sarà curato in una struttura di duecento metri quadri circondati da un muro dove sono presenti alberi, fiori e perfino un ruscello e una cascata e proprio per il sette volte campione del mondo saranno utilizzate tecnologie all’avanguardia. Uno dei macchinari che saranno messi a disposizione del tedesco è il robot Erigo, una macchina progettata e costruita per mano dall’azienda svizzera Hocoma che serve per posizionare i pazienti in posizione eretta simulando il movimento delle gambe, utile appositamente nella terapia motoria.

Condividi questo articolo se ti è piaciuto

Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*


*

Il logo F1 FORMULA 1, F1, FORMULA 1, FIA FORMULA ONE WORLD CHAMPIONSHIP, PIRELLI, sono marchi registrati e di proprietá dei rispettivi titolari.
x

Vedi anche

Formula 1 | Vige il silenzio sul tragico incidente di Jules Bianchi

Durante il Gran Premio del Giappone del 2014, sotto una pioggia spaventosa, ...