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Il club degli esodati: Aldo Costa, la rivincita sulla Ferrari

Vi ricordate Aldo Costa? L’ingegnere italiano che entrò in Ferrari nel 1995 dopo un periodo trascorso in Minardi, e negli anni di dominio Michael Schumacher con la Rossa, affiancava Rory Byrne (al quale poi e’ succeduto nel 2004), e nel 2006 e’ stato nominato capo della Direzione Autotelaio, e poi il 1 gennaio 2008 divenne il nuovo Direttore Tecnico, e quell’anno si sfiorò la conquista del titolo piloti, e si accontentò di quello Costruttori. Poi il sogno di ottenere un titolo iridato svanì nel 2010  con la strategia sbagliata da Chris Dyer al Gp di Abu Dhabi. La crisi di risultati in Ferrari e durante il Gp di Spagna 2011, la non competitiva F150, subì un doppiaggio, e questo e’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e il 23 maggio 2011 la Scuderia di Maranello decise di sollevare dall’incarico Costa.

Poi, il 30 settembre 2011, arriva l’annuncio ufficiale che la Mercedes ha ingaggiato Aldo Costa con il ruolo di Direttore dell’Ingegneria, e responsabile di Progettazione e Sviluppo. La nuova Mercedes W05 Hybrid e’ la miglior monoposto di questa stagione 2014; già lo si era capito nei test svoltosi lo scorso inverno prima dell’inizio del Campionato, e si e’ confermata in queste prime gare, con 7 vittorie su 8 Gp disputate, di cui 6 doppiette, e 7 pole position finora ottenute e con i suoi piloti Lewis Hamilton e Nico Rosberg sembra voler sbriciolare ogni record di questo sport. Il papà di questa vettura, e’ Aldo Costa, proprio lui che fu cacciato dalla Ferrari per i scarsi risultati ottenuti. Sono già trascorsi tre anni da quel giorno, e cosa e’ cambiato in casa Ferrari? Nulla, le vetture di Maranello nate negli anni post-Costa (2012, 2013) nonostante qualche vittoria, non si sono dimostrate delle vetture capaci di fronteggiare la Red Bull di Vettel, e tanto meno la F14 T (la vettura attuale), con la quale la squadra sperava di poter finalmente tornare ai vertici, si sta dimostrando un ennesimo fallimento. E Aldo Costa con la sua Mercedes W05 Hybrid sta in qualche modo prendendo una rivincita nei confronti dell’azienda Modenese, che non ha saputo sfruttare a pieno le capacità lavorative dell’ingegnere bolognese. Per carità, la F60 e la F150 non possono essere considerate tra le vetture più vincenti, ma la cacciata del Tecnico, visti i risultati odierni, sembra essere dettata da una specie di moda italiana, cioè quella che ama scagliarsi contro il singolo, piuttosto che con il gruppo di lavoro. Lo abbiamo visto l’anno scorso con Felipe Massa e dopo il Gp della Cina 2014 la cacciata di Stefano Domenicali dal ruolo di Direttore della Gestione Sportiva, perche’ complici di questa specie di crisi di risultati che ha colpito la Ferrari.

Il Gp d’Austria con l’ennesima vittoria delle Frecce d’Argento con Nico Rosberg davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton, con una vettura realizzata da un italiano, davvero incredibile, veloce, affidabile, che infrange record su record, sembra ben avviarsi a portare a Stoccarda i titoli iridati 2014, salvo imprevisti che possono ostacolarne la corsa alla vittoria finale (basta vedere i ritiri di Hamilton per problemi tecnici in Canada e Melbourne), la stagione e’ lunga, ma i presupposti perché ciò accada ci sono, perciò non ci resta che continuare a seguire le restanti gare .

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Scritto da: Giorgia Meneghetti

Giorgia Meneghetti
Sono Giorgia, e abito in un paesino delle Marche, lungo la costa adriatica. Conosco le lingue inglese, francese e spagnolo. Appassionata di cavalli, e di Formula 1 fin dal 1998 quando correva il mio idolo Michael Schumacher con la Ferrari, di cui sono tifosa sfegatata. Un altro mio pilota preferito è Fernando Alonso, che spero un giorno di poterlo incontrare.

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