E se fosse il motore turbo il grande problema della Ferrari?

È una cosa sulla quale stiamo ragionando da tempo. La Ferrari aspettava con estrema ansia la stagione 2014 di Formula 1, un campionato che sarebbe iniziato da zero per tutti i team, cambi regolamente netti e importanti che avrebbero riportato tutti sullo stesso piano. Eppure a Maranello pensavano di partire con un certo vantaggio sulla concorrenza. Si, un vantaggio dato dal motore, che come ben si sa, in Ferrari costruiscono in casa, l’eccellenza del Cavallino Rampante, anche per quanto riguarda le stradali.
Ci sono tanti indizi che hanno fatto pensare che i motoristi della scuderia di Maranello abbaino sbagliato qualcosa in fase di progettazione. La Ferrari funziona a corrente alternata, soffre in particolar modo sulle piste di motore, le classifiche piloti e costruttori sono impietose nei confronti del team di Maranello.

Le fasi iniziali di gara ci hanno abituato a una F14T che arranca alle spalle di vetture come Toro Rosso e Force India, spinte rispettivamente da motore Renault e Mercedes. Ma i problemi non si limitano all’unità motrice, in generale riguardano power unit, aerodinamica, sviluppo eppure se andiamo a vedere, una buona parte di colpa in queste prestazioni deludenti ce l’ha proprio il propulsore, quel motore che invece, avrebbe dovuto essere il pezzo forte della Rossa. Il turbo affossa la Ferrari? Se andiamo a riprendere la storia della categoria, in un certo senso, le nostre parole trovano il loro perché. Il turbo in Formula 1 è arrivato nel 1978, la prima scuderia in pista con questo motore fu la Renault che intanto ottenne la prima pole position marchiata dal Turbo, con Jabouille nel GP di Sud Africa del 1979 e le prime vittorie. Il motorista francese verrà copiato pure dalla Ferrari, solo due anni più tardi. Proprio la Rossa, nel 1982, nella stagione più drammatica di sempre per il Cavallino per la morte di Gilles Villeneuve in Belgio e l’incidente di Didier Pironi, in Germania, dove si spezzò le gambe, riuscì comunque a vincere il campionato costruttori.

Dal 1983 al 1988 tutte le scuderie iniziarono ad utilizzare i motori turbo, e McLaren e Williams si divisero la scena mondiale della Formula 1 vincendo praticamente tutto quello che potevano agganciare con piloti e motori differenti, troppo superiori agli avversari. Il propulsore Turbo verrà proprio pensionato alla fine della stagione del 1988 per rifare posto con i nuovi regolamenti del 1989 al motore aspirato.

E qui si torna ai giorni nostri: in questi ultimi anni la Ferrari, pur senza vincere alcun titolo nelle ultime stagioni è riuscita a battagliare con la Red Bull, mentre col ritorno del Turbo il team di Maranello sembra essere stata sbalzata magicamente alla seconda metà degli anni ’80, quando le Rosse non potevano di certo vantarsi delle loro prestazioni. Il terzo posto ottenuto da Alonso a Shanghai doveva essere un iniezione di fiducia per il team che è rimasto effimero di quella domenica, visto che il campionato costruttori, che non mentisce, dice Mercedes 258 punti, Red Bull 139 punti, Ferrari 87 punti. Un abisso senza fondo!

Autore

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*