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Fernando Alonso al Giro d’Italia: «Voglio portare il meglio della F1 nel ciclismo»

Il ciclismo è la grande passione di Fernando Alonso, forse anche più forte della Formula 1, tanto da spingerlo alla creazione di un vero e proprio team a due ruote. Ieri, il pilota spagnolo della Ferrari è stato l’ospite di eccezione della 18esima tappa del Giro d’Italia. Fernando, che ha seguito la tappa a bordo di una delle ammiraglie dell’organizzazione insieme a Paolo Bettini, si è trovato a consegnare la maglia rosa al corridore colombiano Nairo Quintana. E la presenza al Giro di Fernando non è certamente avvenuta solo per una questione di passione. Sono mesi che circolano notizie a riguardo della nascita della FACT, il Fernando Alonso Cycling Team, che dovrebbe debuttare nelle maggiori competizioni già il prossimo anno. Dopo il fallimento dell’operazione di salvataggio dell’Euskaltel, l’asturiano ha deciso di partire da zero creando dal nulla la squadra professionistica dove è stato coinvolto anche Paolo Bettini, ex ct della Nazionale italiana.

L’obiettivo, mai celato, di Fernando è uno, ossia portare nel mondo del ciclismo quanto quanto di più positivo possa essere esportato dal mondo della Formula 1: «Quello che dobbiamo fare è un team sofisticato con qualche bella tecnologia che abbiamo in Formula 1 da applicare al ciclismo e se questo attrae anche corridori buoni, dobbiamo fare passo per passo – ha sottolineato Alonso intervistato nel corso del Processo alla tappa – Se facciamo una squadra la dobbiamo fare come vogliamo, con la nostra idea e se questo può essere attraente per i campioni va bene. Dobbiamo fare una squadra di livello». Nonostante i continui rumors a riguardo della FACT, almeno stando alle indiscrezioni trapelate dai media spagnoli, il progetto sembra essersi un po’ arenato, soprattutto per gli impegni del pilota che non gli consentirebbero di seguire come si deve gli sviluppi. Alonso non si è sbilanciato sul futuro: «La nostra intenzione è quella di essere al via nel 2015 con una squadra e per questo motivo stiamo lavorando con la massima professionalità e il rispetto per questo mondo che non conosciamo bene e che vogliamo prendere con molta calma».

Essere presenti al Giro, è un modo come un altro per conoscere e parlare in prima persona con quelli che potrebbero essere i futuri ciclisti della FACT. Se Alonso non ha mai nascosto come il suo sogno da owner sia di avere Contandor nel team, c’è sa scommettere che anche Nairo Quintana e Rigoberto Uran verranno tenuto sotto controllo: «Vogliamo mettere insieme una squadra che sia attraente per i migliori professionisti. Dobbiamo aspettare fino ad agosto, quando si aprirà il periodo dei trasferimenti, per cominciare i contatti ufficiali. Poi a novembre sapremo se avremo la licenza». Ed esattamente com’è stato per il kart, anche per la bici la passione gli è stata passata dal padre: «Mi è sempre piaciuto il ciclismo da piccolo papà mi metteva in bici o in kart, è uno sport molto bello di sacrificio lo uso per allenarmi alle gare, è uno sport di squadra perché ti sacrifichi sempre per il tuo leader».

E nonostante ci si trovi lontano da un circuito di Formula 1, Fernando non è riuscito a scappare alle domande a riguardo della situazione in Ferrari e di come il Cavallino Rampante stia provando a uscire dalla crisi: «Dobbiamo mettere tutto in fila, migliorare l’efficienza della macchina, essere più bravi a fare tutto e cominciare a fare risultati migliori. Tutti vogliamo lo stesso, remiamo nella stessa direzione, per avere una Ferrari vincente il più possibile e ce la metteremo tutta», ha concluso Alonso.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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