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Come rendere la Formula 1 più interessante? Ecco i nostri spunti

A.A.A cercasi Formula 1 in crisi d’identità. Quando ormai si sono corsi cinque Gran Premi dall’inizio della stagione, l’appeal della classe regina del Motorsport è ufficialmente ai minimi storici, non solo per il pubblico ma anche per gli sponsor. Il Circus sta vivendo forse il suo momento più critico degli ultimi vent’anni e le continue e disparate modifiche regolamentari imposte dalla Federazione, che vorrebbe una Formula 1 Green, non aiutano. Dove sono finiti l’adrenalina, i sorpassi, lo spettacolo? Hanno lasciato semplicemente spazio alla noia e alle lunghe sieste domenicali. Limitazioni di ogni genere e aerodinamica tengono in scacco team e piloti che non possono spingere al massimo le proprio monoposto per paura di consumare troppo carburante e non arrivare a fine corsa.

Bisogna cambiare qualcosa. Ma che cosa? Siamo spettatori, non tecnici o ingegneri e dire come rendere questa Formula 1 più interessante è davvero difficile perché non sono poche le variabili da tenere in considerazione. Ci siamo limitati a tirare fuori cinque modifiche che potrebbero riportare lo spettacolo in pista. Scopriamole assieme.

NO ALLE LIMITAZIONI – Carburante, motore, cambio. Non si può correre un Gran Premio di Formula 1 con i piloti che non possono spingere al massimo le proprie monoposto per paura di consumare troppa benzina, troppe gomme, di andare a danneggiare la propria power unit o cambio, che conseguentemente porterebbero a una penalità da scontare nella gara successiva. Gli alfieri del volante, che dovrebbe solo ed esclusivamente pensare a spingere, si trovano a dover tirare sul freno a mano. Mani legate dalla Federazione alla quale bisognerebbe limitare i poteri decisionali.

L’AERODINAMICA DEVE INCIDERE MENO – Basta con Kers, Ers e Drs. I sorpassi in pista ci sono eccome, peccato che siano i piloti Mercedes a doppiare gli indispettiti colleghi. Seriamente, la soluzione per migliorare l’appeal della Formula 1 inizia dalla parte più tecnica delle monoposto che dovrebbero disporre di un’aerodinamica meno raffinata per evitare di disturbare i piloti che seguono. Addio all’elettronica e ai milioni di bottoni che hanno trasformato i volanti in una consolle da videogame portatile.

IL RITORNO DEI TEST – Tornati, si ma col contagocce, un po’ come un contentino. È inammissibile che la Formula 1 sia praticamente l’uico sport dove gli atleti non hanno possibilità di allenarsi, dove, per avvicinarsi almeno di un minimo al mezzo da lavoro, devono sobbarcarsi sessioni di karting. I test rappresentavano l’ammazza-team per quanto riguarda il budget, ma sviluppare una monoposto solo ed esclusivamente in Galleria del Vento, leva il vero fascino a uno sport che nulla ha più a che vedere con la Formula 1 che ha fatto innamorare intere generazioni.

PULIZIA IN CALENDARIO – Messico, Sudafrica, Azerbaigian. Sono questi solo alcuni dei nuovi Paesi che vorrebbero entrare a far parte del mondiale di Formula 1. Nuovi tracciati di ultima generazione, spettacolari e accattivanti dal punto di vista del design e delle strutture ma carenti per migliorare lo spettacolo in pista. La Formula 1 è attratta dall’odore dei soldi, spesso finanziati da fondi pubblici che arrivano copiosi grazie all’impronta mediatica che il Circus offre al Paese. E magari a favore di nuovi cittadini che falliscono nel giro di due o tre ani, andiamo a perdere alcuni tra i più bei circuiti del panorama internazionale come quelli di Imola o Spa.

RITORNO ALLA TV PUBBLICA – Il calo d’appeal della Formula 1, passa irrimediabilmente anche dalla televisione. Col passaggio delle gare in esclusiva su Sky, si è registrato già l’anno scorso un evidente crollo degli ascolti che sta precipitando anche nella stagione in corso. Non tutti gli appassionati possono seguire la Formula 1 su una piattaforma a pagamento e sempre più fans preferiscono vedere la gara in differita piuttosto che sottoscrivere l’abbonamento con l’emittente di Rupert Murdoch.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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