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Flavio Briatore fa il punto della situazione: «La Ferrari fatica»

Tre Gran Premi. Solo 3 appuntamenti mondiali per rimettere tutto in discussione in casa Ferrari. Il Cavallino Rampante era partito con grandi ambizioni per la stagione 2014, doveva essere il campionato della svolta eppure in classifica i suoi piloti hanno già oltre 30 punti di ritardo dal leader della classifica, Nico Rosberg. Flavio Briatore non è uno che ha peli sulla lingua ed è conosciuto, soprattutto nell’ambiente della Formula 1, per aver detto sempre quello che pensava, anche se si trovava ad andare controcorrente. La Ferrari è in difficoltà e lo si vede dalle pietose gare effettuate in questo avvio di campionato. In molti si sono espressi sulla situazione difficile della rossa, tra questi c’è anche l’ex patron della Renault intervistato da Radio 105.

«Il marchio è molto famoso e resta uno dei prodotti di maggiore qualità che ci siano ma non si può dire altrettanto sul valore sportivo che sta mostrando in questo momento. Hanno introdotto un innovativo sistema normativo e tecnico, che potrebbe essere una genialata però sta perdendo il suo fascino. Non può esistere una Formula 1 dove si sviluppa  un motore durante i Gran Premi senza dare neanche la possibilità di fare dei test . Poi non puoi spiegare alla gente che un pilota non spinge perchè ha paura di consumare troppa benzina. Le squadre più ricche possono contare su budget annuali superiori a 300 milioni di euro ma poi non possono spingere per via del consumo degli pneumatici e i treni di gomme non bastano e non puoi spingere perchè non puoi consumare benzina. Io credo che questo vada contro quello che si dice voler vincere una gara, battere qualcun altro sul circuito, non con i deflussori. I piloti sono diventati un pò dei ragionieri»

Sul pensiero dell’imprenditore italiano non si può obbiettare perchè questo sport si sta trasformando da pura e mera espressione di velocità e competitività a metodo per trovare sistemi per “salvaguardare l’ambiente”. E’ anche vero che molte volte in questi sport dove prevale la tecnica, una rivoluzione può essere di spunto per dargli nuova vita anche se si dovrà aspettare un po di tempo.

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Scritto da: Gaetano Lucchina

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