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Dal Bahrain le pagelle nel giorno del crollo Ferrari

  Gp entusiasmante quello messo in mostra dai i due piloti Mercedes. Un duello che ha avuto il sapore d’altri tempi. Ancora deludente, invece, la Ferrari. Il Cavallino, se possibile, è peggiorato ulteriormente rispetto alla gara di 7 giorni fa a Sepang. Qui sotto le nostre valutazioni.

Sebastian Vettel: voto 7. Fa quello che può che, nel caso specifico, è andare in giro con un assetto folle che sembra essere più controproducente che altro. Solo che uno come lui non può accontentarsi. Rischia e sbaglia, ma gli va dato atto di questo. Prima parte della gara positiva, poi i Drs va via e lui, inevitabilmente, si spegne. E finisce dietro a Ricciardo.

Daniel Ricciardo: voto 8. Discorso inverso per Ricciardo. Parte 13° a causa dell’ingiusta penalizzazione. Ad inizio gara si ritrova un pò ingolfato tra traffico, mancanza di performance e staccatone ottimistiche. Però ci prova e non si arrende. Alla fine la sua tenacia viene premiata e coglie un 4° posto che, con una Red Bull così, sa tanto di vittoria. Se la Red Bull andasse forte ci sarebbe un caso piloti.

Nico Rosberg: voto 9. La cosa più brutta della sua gara è stata la partenza in cui Hamilton lo ha bruciato e gli ha condizionato il resto della gara. Già a partire dalla vigilia del primo pit-stop, però, Rosberg e Hamilton hanno dato vita ad un duello epico che vendica la F1 umiliata dalle ultime, deludenti gare. Nello stint finale ha una strategia penalizzante ma lui tiene botta. Poi, alla fine, ha la grande chance della Safety ma non riesce a passare Hamilton. Ma ci ha provato alla grande.

Lewis Hamilton: voto 10. A tutti quelli che dicono che non ci sono più i grandi campioni di una volta io dico: andate a guardare la gara di Hamilton e Rosberg e cambiate idea. Peccato, solamente, che altri grandi campioni (vedi Alonso) non potessero far parte di questa festa della guida sportiva. Gara semplicemente perfetta. Già a partire dal primo centimetro dal via. Staccate da urlo hanno salvato la leadership messa a serio rischio da una situazione estremamente penalizzante dopo la neutralizzazione della gara. Gigante.

Fernando Alonso: voto 6. Dovrebbe chiedere i danni morali alla Ferrari per i danni d’immagine che la scuderia gli sta arrecando. Fa quel che può e tira, come al solito, il massimo dalla vettura. In un circuito “stop and go” la Ferrari crolla e va decisamente peggio che in Malesia. Situazione paradossale: la Ferrari va meglio nei tracciati in cui serve l’aerodinamcia e crolla laddove serve trazione e velocità di punta. Situazione inaccettabile.

Kimi Raikkonen: voto 6. Leggi sopra. Conclude, però, la prima gara senza subire danneggiamenti vari causa tamponamenti anche se uno, a quanto pare, lo ha subìto, sempre dal solito Magnussen. Parte male e questo influisce negativamente sulla sua gara. Poi, praticamente, il niente. A parte le sverniciate subìte dalle Force India per colpe non sue.

Romain Grosjean: voto 6. Come 7 giorni fa si impone un obiettivo semplice, semplice: arrivare. Lo fa senza particolari problemi. Arriva pure vicino alla zona punti. Attende tempi, non solo migliori ma, perlomeno, decenti.

Pastor Maldonado: voto 2. Stesso obiettivo di Grosjean. Ci stava pure riuscendo. Poi, inspiegabilmente, ha deciso di dover arrivare lungo all’uscita dei box, agganciare la posteriore destra di Gutierrez e mandarlo a fare piroette per aria. Non avesse tutti quei soldi, con un errore del genere sarebbe stato appiedato.

Jenson Button: voto 7. Fa una bella gara e, nella prima parte del Gp, tiene una McLaren in posizioni che non merita, ovvero in posizioni medio-alte. Tratta bene le gomme (la sua specialità) e in un Gp del genere è un fattore decisamente importante. Poi qualcosa si rompe nella sua McLaren e lui esce dalla gara. Esce con onore.

Kevin Magnussen: voto 5. Gara anonima quella del giovane danese. Ci si aspettava di più dalla McLaren in un circuito con grandi staccate e accellerazioni. Il team di Woking, invece, delude e si rompe. Forse questa sospensione a farfalla non è un’arma letale. Non è, però, che, da parte sua, Magnussen avesse brillato particolarmente. Spento.

Nico Hulkenberg: voto 7. Non ci fossero stati Hamilton e Rosberg a darsela di santa ragione, i duelli interni alla Force India avrebbero acquisito maggior rilevanza. Però anche così bisogna rendere merito alla grande gara di Hulkenberg. Così come bisogna aggiungere che, rispetto a Perez, non sembrava del tutto a posto col set up e, in una gara come questa, dove serviva una grande continuità, ha pagato questa mancanza e ha perso il confronto col compagno di squadra.

Sergio Perez: voto 8. Quando c’è da tirare staccatone Perez non si tira mai indietro. A un anno di distanza, nello stesso circuito dove sfidò per la prima volta Button, “Checo” tira fuori una gara dotata di una grinta che gli conosciamo ma con una consistenza che non ci aspettavamo affatto. Mette dietro Hulkenberg e dimostra che anche lui può dire la sua.

Gutierrez: voto 6; Sutil: voto 5; Vergne: voto 5; Kvyat: voto 6; Massa: voto 6; Bottas: voto 6; Bianchi: voto 2; Chilton: voto 5; Kobayashi: voto 6; Ericsson: voto 4.

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Scritto da: Giuseppe Lucera

Giuseppe Lucera
Mi chiamo Giuseppe Lucera, ho 35 anni e sono un docente d'inglese specializzato sul sostegno. Sono da sempre appassionato d'automobilismo. Seguo di tutto, dalla F1 alla 24 ore di Le Mans, passando per i rally e, anche, gli slalom locali. Grande appassionato di kart, quando posso, mi diletto in competizioni riservate ai kart 4t

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