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Bloody Bahrain: non si fermano le contestazioni contro la Formula 1

Quest’anno nessuno ne aveva ancora parlato e la situazione sembrava essersi completamente normalizzata in Bahrain. Niente di tutto ciò. Anche se i media locali e gli organizzatori della corsa fanno di tutto per tenere lontano la questione delle contestazioni dall’ambiente dell’autodromo, le notizie, per fortuna, in Europa arrivano. Ieri, in occasione della giornata dedicata alle qualifiche, oltre mille manifestanti sono scesi per le strade del Bahrain per chiedere a gran voce riforme politiche e la fine della Formula 1 nel paese. La manifestazione è stata organizzata da uno dei principali gruppi di opposizione, appena fuori la capitale di Manama. Oltre alla maggiore democrazia, i cittadini hanno chiesto la cancellazione del Gran Premio del Bahrain che secondo i manifestanti si corre «sul sangue del popolo». Uno spettacolino voluto dal tiranno del piccolo Emirato solo per far bella figure col resto del mondo. Uno show di facciata.

Altre proteste si sono registrate anche nel centro di Manama, dove le forze di polizia e i manifestanti sono venuti allo scontro proprio mentre i team di Formula 1 prendevano parte alla terza sessione di prove libere. Secondo quanto ripprta l’agenzia di stampa Efe, due bombe di manifattura casalinga sono esplose, portando danni materiali ma nessuna vittima mentre alcuni gruppi radicali hanno minacciato esplosioni proprio durante la gara, un avvertimento che ha fatto salire la tensione e, sicuramente, i controlli in autodromo. Non sarebbe la prima volta che un gruppo di kamikaze riesce ad avvicinarsi al circuito.

L’anno scorso, come riportò il Gulf Daily News, proprio la domenica del Gran Premio, due donne di 37 e 27 anni furono fermate dalla polizia sulla strada che porta alla pista e, dopo dei controlli, arrestate. Si trattava di due donne kamikaze che avevano intenzione di farsi esplodere durante la corsa: una delle due bombe avrebbe dovuto saltare in aria nel parcheggio; l’altra tra la folla.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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