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Ufficiale: la Red Bull fa appello. Charlie Whiting: «Fia ignorata due volte»

La Red Bull ha ufficialmente presentato ricorso alla Federazione Internazionale in merito all’esclusione di Daniel Ricciardo dalla classifica finale del Gran Premio d’Australia. Non è una voce, il fascicolo è stato messo agli atti e a darne la conferma è stato il noto giornalista James Allen, direttamente sul proprio profilo di Twitter. Niente di nuovo perché il team di Milton Keynes aveva annunciato la volontà di agire, già domenica, successivamente alla conferma di squalifica per il pilota australiano, che era arrivato in seconda posizione. Ricciardo, è stato estromesso dal Gran Premio perché la sua RB10 aveva superato ripetutamente il limite di 100 Kg/h di flusso di carburante violando l’articolo 3.2 del Regolamento Sportivo e l’articolo 5.1.4 del regolamento tecnico.

L’appello della Red Bull Racing sarà elaborato da pare della Fia che dovrà fisserà una data per l’audizione ma i tempi potrebbero essere lunghi. Con due appuntamenti mondiali a distanza di sette giorni, uno dall’altro (Malesia e Bahrain, il 30 marzo e il 7 aprile), l’ideale sarebbe arrivare alla conclusione del processo, prima dell’inizio del fine settimana malese ma probabilmente sono proprio i tempi tecnici a non permetterlo ma per la Red Bull non sarà così semplice mostrare la propria innocenza.

Dopo le accuse del delegato tecnico Jo Bauer, anche Charlie Whiting, in un intervista rilasciata al Times, ha confermato come il team di Milton Keynes fosse stato avvisato in ben due occasioni: «Abbiamo avvisato il muretto Red Bull per ben due volte, dopo le qualifiche e dopo i primi cinque giri di gara. Dovevano prendere le misure necessarie per conformarsi alle regole». Sempre secondo una ricostruzione di Whiting, anche altre squadre erano state richiamate all’ordine sulla questione consumi, come la Mercedes che avrebbe repentinamente ridotto il flusso di carburante. La difesa della Red Bull si fa sempre più debole: appurato che non c’è stato nessun guasto tecnico del sensore, gli uomini di Milton Keynes potranno continuare a lottare solo facendo affidamento sull’inaffidabilità dei sensori sviluppati dalla Gill Sensors.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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