Todt incoraggia Domenicali: «Non ascoltare le critiche»

Anche se il livello di competitività delle monoposto di Maranello è quasi sempre stato accettabile durante gli anni della gestione Domenicali, in più di un’occasione, almeno uno dei piloti del Cavallino Rampante è stato protagonista del campionato. Jean Todt, attuale presidente della Fia, e Stefano Domenicali attuale team manager della Rossa, hanno condiviso gioie e dolori in quel di Maranello. Dopo le numerose critiche arrivate all’italiano dopo la debacle di Melbourne, è il numero uno della Federazione a prenderne le difese. Il francese è stato al comando della Ferrari negli anni dei trionfi di Schumacher e anche nel 2007, quando a vincere è stato Raikkonen. L’era Domenicali è ben distante da questi risultati ma Todt ha voluto tendergli la mano.

«Anche io sono sempre stato criticato, anche se vincevamo tutto – ha dichiarato l’attuale presidente della Fia – Eravamo perennemente criticati per ammazzare la Formula 1. Ci dicevano che il campionato era noioso». Domenicali deve concentrarsi sul lavoro e deve incitare i suoi uomini a sviluppare la macchina perché non c’è tempo da perdere, nonostante si sia corsa appena una gara: «Negli ultimi anni la Ferrari è sempre stata tra le vetture protagoniste del mondiale anche se alla fin fine non hanno vinto alcun titolo – ha aggiunto – L’unica cosa che vorrei dire a Stefano è di tenere i piedi ben saldi per terra e di scrutare i reali problemi con i suoi occhi senza basarsi su quello che si dice in giro».

Autore

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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