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GP Australia 2014: il commento

«Che emozione rivedere la Formula 1 dopo mesi di astinenza. Assistere di nuovo alle sue rocambolesche sorti e soffrire o gioire in ogni istante». Questo lo si diceva prima della gara odierna, o almeno fino alla metà della gara, prima che tutti assistessero alla pazza Melbourne. Oggi c’è stato tutto tranne la costanza, escluso Rosberg che ha fatto gara a se, non c’è stato un momento simile all’anno precedente. Non si fa in tempo a spegnere i semafori che bisogna rifare il giro di ricognizione, a causa di una Marussia bloccata, si inizia e il rientrato Kobayashi alla fine del rettilineo principale provoca una bandiera gialla facendo ritirare la Williams di Massa e la sua Catheram dopo averla tamponata per una frenata troppo al limite. Fin qui tutto normale, direste voi, qualche incidente ci può stare. Ma il bello arriva al quinto giro quando la Mercedes di Hamilton inizia ad accusare alcuni problemi al motore e per tutta risposta il suo ingegnere tramite radio gli dice di ritornare ai box per preservare il propulsore. Ma la Mercedes non era la vettura con il motore più resistente? Comunque poco dopo è avvenuto un altro ritiro eccellente quello di Sebastian Vettel che prima di partire si è lamentato alla radio della poca potenza che il suo motore erogava e infatti dopo poche curve è accaduto quello che doveva succedere e cioè il ritiro della vettura.

Ma ora passiamo alla Ferrari che oggi è stata molto deludente visto il quinto posto dello spagnolo Fernando Alonso e l’amareggiante settimo posto per il nuovo arrivato Kimi Raikkonen. Dopo le prove libere avevamo incominciato a pensare che la Ferrari avesse finalmente trovato una macchina veloce e competitiva, certo non quanto la Mercedes ma pur sempre una buona vettura, visto i buoni risultati di Alonso nelle tre sessioni di prove. Invece si prospetta lo stesso scenario visto nel 2012 con una macchina che doveva lottare con le scuderie minori per racimolare qualche punto.

Alonso parte bene ottenendo la quarta posizione ma dopo viene superato da due vetture, la sua gara è un continuo scappa e rincorri visto che per innumerevoli giri cerca di superare il tedesco Hulkenberg e contemporaneamente non farsi rubare la posizione dall’inglese Button. Il sorpasso viene operato grazie al pit stop fatto prima dal pilota della Force India e dopo dalla rossa che esce davanti alla scuderia inglese e poi lungo i due rettilinei principali difende la sua posizione. Molto meno entusiasmante la gara del compagno di squadra Raikkonen che rimane perennemente nelle retrovia del gruppo di testa e cerca invano di superare le due Toro Rosso. Gli unici sorpassi per le Ferrari sono stati quelli su Vergne da parte del numero 7 e quello su Hulkenberg da parte di Alonso.

Tutto sommato è stata una gara abbastanza divertente visto tutti i colpi di scena registrati ma se si continua così si rischia di avere come vincitore delle scuderie che non si avvicinano neanche alla zona punti perché oggi a ritirarsi sono state sei monoposto evento che si è registrato solo poche volte in questi ultimi anni. Si spera d’altronde che la scuderia di Maranello sappia riaccendere la sua competitività visto che i suoi ingegneri hanno detto che oggi la macchina ha avuto problemi ad erogare tutta la poteva di cui necessitava e questo può essere un dato rincuorante per i suoi tifosi.

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Scritto da: Gaetano Lucchina

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