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Michael Schumacher non risponde agli stimoli. Riuscirà a svegliarsi?

Sono trascorse due settimane da quando l’équipe medica che segue Michael Schumacher ha iniziato le procedure per il lento risveglio dallo stato di coma, come ha confermato la stessa portavoce del tedesco, Sabine Kehm. Nonostante l’Ospedale Universitario di Grenoble non abbia più rilasciato un comunicato stampa ufficiale la situazione clinica del sette volte campione del mondo non è cambiata: l’ex ferrarista si trova ancora in una condizione piuttosto delicata e pare non aver accusato alcun peggioramento. Eppure a distanza di oltre un mese dall’incidente, questa sembra essere una notizia tutt’altro che positiva.

La settimana scorsa, qualche sciacallo, attraverso Twitter ha fatto cenno alla possibile morte di Schumacher, falsità seccamente smentita da parte di un membro della squadra di medici che sta seguendo l’iter del sette volte campione del mondo. Non c’è alcun bollettino medico ma secondo un’indiscrezione del Bild-Zeitung, il 45enne di Kerpen sembrerebbe non rispondere agli stimoli. In base a quanto riporta il quotidiano tedesco, su consiglio medico, la moglie Corinna, dallo scorso 29 dicembre, trascorre le giornate al capezzale del marito continuando a parlare a Michael visto che, secondo l’équipe medica, questa pratica in genere aiuta i pazienti a risvegliarsi dal coma. Nonostante qualche piccola contrazione, Schumacher, almeno fino a ora, non ha dato segni di interazione con l’ambiente esterno e anche le costanti visite di Jean Todt e Ross Brawn sembrano non aver portato alla conclusione sperata.

E intanto continuano le indagini degli investigatori francesi per far luce sulle cause dell’incidente che ha visto protagonista Schumacher. Sempre secondo i media tedeschi, citando fonti legali, a breve verrà reso noto come il caso verrà semplicemente archiviato in quanto non sembrano esserci responsabilità dirette dei gestori dell’impianto sciistico di Meribel.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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