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Inaugurato il Museo Enzo Ferrari. Ghini: «Voglio che sia un’eccellenza di Modena»

Proprio questa mattina, in occasione del 116esimo anniversario dalla nascita di Enzo Ferrari, è stata inaugurata a Modena, dopo il rinnovamento, il Museo Enzo Ferrari. Presenti per l’occasione, oltre che Antonio Ghini, direttore della struttura, anche Piero Ferrari, che ha avuto l’onore di tagliare il nastro e, Luca di Montezemolo, attuale numero uno del Cavallino Rampante. Una serie di stendardi, di bandiere dell’Italia e dell’Europa, accompagnano il visitatore verso l’entrata al civico 85 di via Paolo Ferrari: nel padiglione principale, oltre alle automobili più significative della storia del Drake versione pilota, è come se l’appassionato entrasse in una vera e propria macchina del tempo, capace di percorrere 100 anni di storia attraverso una multi-proiezione di suoni, immagini ed emozioni.

Arte, tecnologia, design. Parole alle quali deve aver pensato anche Jan Kaplichy, l’architetto ceco che ha realizzato la struttura è che è venuto a mancare poco prima dell’apertura della Casa Museo, due anni fa: «Rivoluzione, è la parola giusta per il museo inaugurato nel 2012 che oggi è gestito direttamente dall’azienda di Maranello dopo che nel primo anno e mezzo la gestione ha in parte zoppicato – ha sottolineato Antonio Ghini a la Gazzetta di Modena – Il primo anno hanno avuto 65 mila visite, ma il limite oltre il quale si inizia a guadagnare è circa 140 mila visite. L’obiettivo è superare quota 100 mila visitatori il primo anno. Il mio sogno è fare di questo museo una vera eccellenza di Modena». Un’eccellenza come S. Agostino, le collezioni Panini e le acetaie attraverso una speciale sinergia con la sede di Maranello. Perché le due città sono collegate dalla storia: a Modena la vita dell’uomo che l’ha creata e le auto da sogno che oggi si trovano a Maranello, simbolo del presente e del futuro come realtà di un passato di successi tra auto da serie e massima categoria dell’automobilismo sportivo.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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