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Dramma Schumacher: la procura chiude le indagini. Nessun colpevole

A distanza di un mese e mezzo dall’incidente sugli sci che ha coinvolto Michael Schumacher, il procuratore di Albertville, Patrick Quincy che si è occupato interamente della faccenda, ha emesso un comunicato dove ha ufficializzato la chiusura delle indagini sull’incidente visto che, in base a testimonianze e rilevamenti, non ci sono indagati. Inizialmente si era parlato di segnaletica insufficiente per delimitare la zona dove il sette volte campione del mondo è caduto ma invece è stato appurato che le «informazioni sui limiti della pista erano conformi con gli standard della legge francese». L’ex fuoriclasse della Formula 1, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è caduto in una zona di fuori pista, oltre quattro metri il limite della rossa dove Schumacher stava sciando, a causa di una roccia che si trovava a 10,4 metri di distanza da quella su cui il tedesco ha battuto la testa.

Secondo alcune indiscrezioni pubblicate sulle colonne del Mail on Sunday, una delle possibili cause della rottura del casco potrebbe essere stata la telecamera montata su di esso. Un’ipotesi che andrebbe a spiegare come, nonostante la bassa velocità, l’impatto con la roccia abbia procurato tali lesioni cerebrali. Proprio il laboratorio di Chamonix sta effettuando ulteriori test a riguardo.

Nelle ultime settimane i medici hanno emesso un comunicato stampa in cui si informava come avessero iniziato il processo di risveglio di Schumacher dal coma indotto in cui vegeta dallo scorso 29 dicembre, il giorno dell’incidente. Come spiegato anche dalla portavoce del sette volte campione del mondo, Sabine Kehm, non verranno svelati dettagli supplementari sulla situazione per questioni di privacy ma, secondo alcuni luminari sarà un trascorso molto delicato e potrebbero essere necessari mesi prima che sia possibile fare una prognosi certa sugli effettivi danni cerebrali del tedesco.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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