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Road to Madrid: 2001-2006, dall’inizio in Formula 1 al doppio titolo

Fernando Alonso ha preso per la prima volta in mano un go kart all’età di 3 anni, un mezzo costruito dal padre che doveva essere il regalo per la sorella Lorena. Ne ha fatto di strada lo spagnolo, già in occasione della sua prima stagione in monoposto, nel 1999, ha ben impressionato. Impossibile ricordare tutti i momenti chiave della carriera dell’asturiano dal debutto con la Minardi in Formula 1, nel 2001, alla sua stagione in McLaren. Tutti attimi che possono essere rivissuti visitando la Fernando Alonso Collection a Madrid dove sono esposte tutte le monoposto con le quali l’iberico ha corso, fino alla Ferrari del 2011. Non si può non fare una foto ricordo vicino alla macchina che ha dato l’inizio nel Circus, o davanti alle R25 e 26 del doppio trionfo mondiale. Finalmente nel 2001 arriva la Formula 1, il debutto avviene con la Minardi PSO1. Il direttore tecnico era Gustav Brunner, il disegnatore Gabriele Tredozi, mentre Jean-Claude Migeot era il responsabile dell’aerodinamica. Una monoposto nera come il carbone con la quale, in 17 Gran Premi disputati, ha ottenuto un decimo posto nell’appuntamento di Hockenheim come miglior posizione della stagione.

Nel 2002 passa in Renault, col ruolo di tester, un modo per sgrossare il giovane che nel 2003 sarebbe diventato il titolare del team guidato da Flavio Briatore. La R23 viene ricordata in particolar modo per aver permesso a Fernando di uscire dall’anonimato, di essersi fatto conoscere nel Circus e dagli appassionati. Creata dalle menti di Mike Gascoyne, Tim Densham e Bob Bell, in questa stagione Fernando ottenne la prima vittoria in Formula 1, al Gran Premio d’Ungheria, il 24 agosto, quando riuscì perfino a doppiare la Ferrari di Michael Schumacher. Dopo un 2003 vissuto alla grande, dove oltre alla prima vittoria si porta a casa anche la prima pole position della carriera, nel 2004, soffre maggiormente rispetto a Jarno Trulli, prima della sostituzione negli ultimi tre GP da Jacques Villeneuve, che in più di un’occasione riesce a mettergli le gomme davanti. La R24 è una vettura molto competitiva. L’italiano vince a Monaco dopo essere partito dalla pole position e ottiene un terzo posto in Spagna, oltre a un’altra pole position in Belgio; lo spagnolo ottiene un secondo posto in Francia dopo essere partito dalla pole position e tre terzi posti in Australia, Germania e Ungheria.

«Affidabile e veloce» sono le parole attraverso le quali Alonso ha definito la Renault R25 del 2005, quella del suo primo mondiale. La vettura, che montava uno degli ultimi V10 degli griglia di partenza, portò a casa ben 7 vittorie, 15 podi e 6 pole position che in Brasile consegnarono a Fernando il primo titolo iridato della carriera mentre alla Renault finì il campionato costruttori.
La stagione successiva, sembrava che a Enstone non fosse cambiato nulla. Il numero 1 scintillava sulla carrozzeria azzurro-gialla e Alonso e la Renault, come nel 2005, andarono a prendersi ancora una volta i titoli piloti e costruttori. L’asturiano raggiungeva gente come Mika Hakkinen, Emerson Fittipaldi o Graham Hill nelle classifiche di tutti i tempi e, lasciava il team anglo-francese e l’amico e scopritore Flavio Briatore per avviarsi verso una nuova avventura, in McLaren, alle dipendenze di Ron Dennis.

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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