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Quando i piloti tornano sui loro passi… i grandi ritorni della Formula 1

Ritorni illustri. Il 2014 della Formula 1, oltre che per le modifiche regolamentari, verrà ricordato anche e soprattutto per i cambi di casacca dei piloti e per i ritorni nelle case di origine. Hulkenberg in Force India, Raikkonen in Ferrari. Nella storia della Formula 1 sono stati tanti i casi in cui un pilota decide di tornare sui propri passi. Il tedesco, rimasto senza volante a fine 2011, venne ingaggiato dal team indiano come terzo pilota, con lo scopo di fargli fare delle prove durante le libere del venerdì e l’anno dopo venne promosso a titolare; il finlandese, arrivò in Ferrari nel 2007, era il sostituto di Schumacher. Quello stesso anno vinse il titolo mondiale ma a fine 2009 fu obbligato a lasciare il team italiano per far spazio a Fernando Alonso, quello che sarà il suo attuale compagno di squadra.

Fangio torna in Maserati – Fangio scelse la Maserati per la stagione di Formula 1 del 1953. Un campionato dominato da Ascari e dalla Ferrari in cui l’argentino vinse solo una gara e lasciò la squadra a metà del 1954 per poi tornare nel 1957. In quella stagione vinse al via, sul circuito di casa a Buenos Aires, si ripeté poi a Monaco e a Rouen mentre fu costretto al ritiro per un cedimento del propulsore al Gran Premio di Gran Bretagna. Ancora un successo al Nurburgring e il doppio posto ottenuto Pescara e a Monza gli permetteranno di aggiudicarsi il suo quinto e ultimo titolo mondiale.

Graham Hill e la Lotus – Con una carriera iniziata nel motociclismo, Graham Hill fa il suo debutto in Lotus, inizialmente come meccanico, arrivò rapidamente venne promosso al ruolo di titolare. La Lotus correva in Formula 1 e questo permise a Graham di debuttare al Gran Premio di Monaco 1958, dove si ritirò per la rottura di un semiasse. Dopo il passaggio alla BRM, con cui vinse il titolo mondiale nel 1962, nel 1967 tornò in Lotus contribuendo efficacemente allo sviluppo della Lotus 49 spinta dal nuovo motore Cosworth V8, e nel 1968 vinse il suo secondo alloro iridato. Gioie e dolori al volante: in quegli stessi anni, il team inglese era nell’occhio del ciclone per la fama che aveva, di essere una vettura fragile e pericolosa a causa dei nuovi dispositivi aerodinamici. Proprio quell’anno, nel Gran Premio degli Stati Uniti, Hill ebbe un incidente che gli procurò gravi fratture agli arti inferiori, tali da scrivere la parola fine alla sua carriera.

Alain Prost e la love story con la McLaren – Anche se gli inizi di Alain Prost in Formula 1 sono spesso associati con la Renault, pochi ricordano che il debutto del francese nella massima serie avvenne a bordo di una McLaren-Ford. John Watson era il compagno di box di Prost e il team inglese portava a termine la sua peggior stagione di Formula 1 nella storia, almeno fino al 2013. Il francese tornò in McLaren, nel 1984, che gli permisero di portarsi a casa ben 3 titoli mondiali, nel 1985, 1986 e 1989, consacrandosi nella classifica dei migliori dei ogni tempo della Formula 1.

Mansell in Williams per diventare campione – Era il 1985 e Nigel Mansell, dalla Lotus, arriva in Williams. Vinse la sua prima gara con il team inglese a Brand Hatch, lo stesso anno, e nelle successive due stagioni si trova a lottare per il mondiale contro i migliori piloti della griglia di partenza e in ben 2 occasioni chiude il campionato alle spalle del leader della classifica piloti, in seconda posizione. Due anni in Ferrari e poi il ritorno in Williams, per diventare campione del mondo, nel 1992.

Fernando Alonso alla ricerca della felicità in Renault – Con Flavio Briatore vince due mondiali, nel 2005 e 2006, poi l’anno horribilis in McLaren e il ritorno in Renault nel 2008. Due anni di grande difficoltà che gli fanno ottenere in due stagioni solo 2 vittorie e 4 podi. E con dati alla mano, non sarebbe nemmeno così troppo strano vedere lo spagnolo optare per la McLaren nel 2015…

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Scritto da: Eleonora Ottonello

Eleonora Ottonello
Mi chiamo Eleonora, ho 28 anni e sono di Genova. Dopo il liceo linguistico ho iniziato a studiare comunicazione nella speranza di realizzare il mio sogno di diventare giornalista. Vivo sempre con la testa sulle nuvole, mi piace scrivere e sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Per il resto sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle. Sono una selezionatrice: se è vero che «gli amici sono la famiglia che scegli», quelli veri li conto sulle dita di una mano ma il mio motto è 'meglio pochi ma buoni'.

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