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Michael Schumacher supera Papa Francesco su Google: la preoccupazione è mondiale!

Gli ultimi giorni del 2013, saranno ricordati per ciò che è accaduto ad uno dei personaggi più celebri, un campione del mondo, ex pilota di Formula 1 che ha corso con Ferrari, Mercedes, Benetton, Jordan, ovvero Michael Schumacher ed il suo drammatico incidente occorsogli domenica 29 dicembre, mentre stava sciando sulla neve a Meribel. Le prime notizie, con il trasporto in ospedale e la prima diagnosi: trauma cranico e poi il coma farmacologico, gli interventi chirurgici, hanno inevitabilmente scosso l’intera opinione pubblica, dai media: tutte le prime pagine dei telegiornali, il televideo, i quotidiani, i siti internet, ne parlano,  fuori dall’ospedale di Grenoble dove è ricoverato il pluricampione del mondo, è già invaso dai giornalisti, fotografi, tifosi, appassionati, pronti a cercare di ottenere notizie, attendendo con ansia i bollettini medici, eventuali conferenze stampa. Anche i vari social network: Twitter e Facebook in primis si stanno riempiendo di notizie, e messaggi di auguri, e di pronta guarigione da parte di tutto il mondo, che in questi giorni sta vivendo ore di apprensione per questo uomo, la cui vita è appesa ad un filo…  Addirittura la parola Schumacher ha superato Papa Francesco come parola più cercata su Google. I giornali italiani, hanno riempito pagine con approfondimenti sulla vita del campione tedesco, tanto è vero che la politica è finita in terza pagina.

Twitter, fin da subito ha iniziato stringersi virtualmente attorno al 7 volte Campione del Mondo di Formula 1, con messaggi arrivati da piloti (Fernando Alonso, Jenson Button, Sebastian Vettel, Felipe Massa, ecc. e molti ex colleghi come Rubens Barrichello, Jarno Trulli, Giancarlo Fisichella, David Coulthard, ecc.. protagonisti insieme a lui ad infinite battaglie in pista), Flavio Briatore, Stefano Domenicali, Jean Todt, Ross Brawn, il Presidente della Ferrari, dalla Scuderia Ferrari, Mercedes, Williams e tanti altri team di Formula 1, ma dal Motomondiale: Valentino Rossi, Max Biaggi, calciatori come Alex Del Piero, ciclisti, campioni dello sci, politici come Angela Merkel, cantanti, attori.. e soprattutto dai suoi tifosi, fans, appassionati, tra cui molti che hanno seguito la sua epoca agonistica…I vari #Schumi e #Forza Schumi sono stati presi d’assalto, in cui scrivere il proprio sostegno al Campione. Anche Facebook è stato invaso da pagine, post, foto, video con dediche al pilota tedesco. A Milano, alla stazione centrale c’è l’albero di natale su cui è stato appeso un poster, e molti messaggi scritti.

Ma perché il mondo è così in apprensione per Michael Schumacher con un’attenzione mediatica straordinaria per uno sportivo che è già entrato nella storia per i suoi 7 titoli mondiali vinti in Formula 1, in queste ore? Come e perché è diventato speciale?

La riflessione viene portata alla luce da una recente intervista di Franco Nugnes sul sito Omniauto.it. Michael Schumacher, nonostante la forte antipatia che suscita in molte persone, non solo tra gli appassionati della F1, anche in molti addetti, per atteggiamenti, e altri motivi, è entrato nella storia del motorsport, ha vinto più titoli (7 in totale con Benetton nel 1994 e 1995 e Ferrari dal 2000 al 2004), considerato tra i più grandi campioni della Formula 1, anche perché detiene la gran parte dei record del circus, in quanto ha conseguito oltre ai titoli iridati, il maggior numero di Gran Premi vinti (91), di Pole Position, di Giri Veloci in gara, di Hac Trick (pole position, vittoria e giro più veloce nello stesso weekend di gara). Il primo tedesco ad essere diventato campione del mondo di Formula 1, l’icona più popolare dello stesso Circus fino al 2006, secondo un sondaggio fatto dalla FIA.

È entrato nel cuore di molte persone, Ferraristi in primis, per i suoi successi e capacità, come non ricordare la voglia di accendere la tivù, svegliarsi all’alba durante i weekend di gara, o andare negli autodromi, per vederlo correre e vincere, l’adrenalina, le emozioni provate. Sicuramente, l’incidente ha colpito il mondo che ha visto il «simbolo della velocità» cadere e farsi molto male, ricordando anche che è un essere umano come tutti noi. Non gli è successo quando correva con la Ferrari, ma gli è accaduto mentre sciava una domenica con amici e parenti. È uno appassionato della velocità in genere, ricercandola in ogni cosa: dalle moto che aveva iniziato a guidare quando si ritirò dalla F1 a fine 2006, per poi abbandonare quando ebbe un brutto incidente nel febbraio 2009, si è lanciato con il paracadute. Anche coloro che non lo stimavano come pilota, in queste ore gli stanno dimostrando attenzione e solidarietà. Molti ferraristi, forse stanno rivivendo quei drammatici giorni quando Niki Lauda era ricoverato in rianimazione in ospedale dopo il terribile incidente al Nurburgring nel 1976.

Probabilmente, questi sono motivi per i quali Schumi è al centro dell’attenzione di tutti che stanno passando le ore a pregare, a sperare, augurare che il tedesco possa riprendersi presto, e sperare anche nella sua vena combattiva, perché lui è un combattente, tutti lo abbiamo visto in pista, uno che è riuscito a riportare in alto la Ferrari dopo anni di delusioni, un trascinatore, perfezionista, ha passato ore e giorni a curare l’aspetto fisico e mentale con duri allenamenti, perciò in molti credono aggrappandosi a questa sua capacità alla sua forte tempra, che possa farcela anche stavolta.

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Scritto da: Giorgia Meneghetti

Giorgia Meneghetti
Sono Giorgia, e abito in un paesino delle Marche, lungo la costa adriatica. Conosco le lingue inglese, francese e spagnolo. Appassionata di cavalli, e di Formula 1 fin dal 1998 quando correva il mio idolo Michael Schumacher con la Ferrari, di cui sono tifosa sfegatata. Un altro mio pilota preferito è Fernando Alonso, che spero un giorno di poterlo incontrare.

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