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Caro Michael…

Sono passati 6 giorni dal tuo terribile incidente, che sta tenendo gli occhi incollati con il fiato sospeso sulle televisione per vedere i telegiornali, i televideo, e anche sui quotidiani, in internet per avere novità, sapere sul tuo stato di salute. Non passa un momento in cui le dita delle mani non premano sulla tastiera per scrivere messaggi di auguri, d’incoraggiamento, anche i tuoi vecchi amici, piloti, sportivi in generale, tuoi ex dirigenti delle Scuderie in cui hai corso, le Scuderie della F1, tifosi, fans, appassionati e persone semplice che non hanno mai seguito un Gp di Formula 1 o visto una tua gara, ti stanno in qualche modo vicino.

Sono giorni difficili per te, per la tua famiglia, amici, i tuoi cari, ma allo stesso tempo anche per noi, per me, per tutti coloro che ti hanno seguito, visto, tifato, amato, in qualche modo questa drammatica situazione ci ha coinvolto, sconvolto… In questo spazio vorrei poter scrivere qualcosa su di te, su come hai cambiato la mia vita, mi dispiace di dover farlo in questi giorni, purtroppo quando succedono disgrazie all’improvviso ci si accorge di quanto quella persona, personaggio fosse stato importante per ognuno di noi.

Tu hai cambiato la vita, perché grazie a te ho conosciuto il mondo della Formula 1 e la Ferrari. Avevo 12 anni e mezzo, nel  settembre 1998, non conoscevo nulla di Formula 1, Gran Premi.  A casa avevamo un solo televisore e poiché mio fratello quando veniva a casa li vedeva, iniziavo a vederli anche io, i primi tempi mi annoiavo, volevo spegnere, cambiare canale, non vedevo l’ora che finissero così potevo vedere i programmi che preferivo di più… ma poco a poco iniziavo a sentire in me nascere un profondo sentimento verso quel mondo, perciò passavo i sabati, le domeniche, a vedere le gare ed appassionarmi sempre di più. Ricordo di aver pianto parecchio quando ci fu l‘incidente a Silverstone nel 1999, e mi dispiaceva quando seppi della frattura alla gamba, l’intervento, e non vedevo l’ora di rivederti nell’abitacolo della tua Rossa. Poi, la mia passione aumentò quando nel 2000 mio fratello mi portò a vedere le prove libere a Imola, e mi ha fatto felice, poter vedere per la prima volta quei bolidi scorrermi dinanzi, e soprattutto tu e Rubens Barrichello dentro alle Ferrari, ricordo volentieri il cronista dell’autodromo dire: «Schumacher è come un treno», e la classifica finale di quel giorno indicarti al primo posto, e soprattutto la domenica a casa vederti vincere, è stato come se in qualche modo ti ho portato fortuna. Poi, la sveglia all’alba per seguire il Gran Premio del Giappone ed essere testimone del tuo 3° titolo iridato (il primo con la Ferrari), e poi in Malesia rivedere la Ferrari vincere il titolo dopo diversi anni di digiuno, le parrucche rosse sul podio. È stato incredibile, anche le successive vittorie mondiali fino al 2004, tu e la Ferrari avevate dominato interi campionati, eravate imbattibili, un bel ‘binomio’ (come si dice nell’equitazione). Ricordo i duelli infiniti con Mika Hakkinen e la sua McLaren-Mercedes, con Juan Pablo Montoya con la Williams, con tuo fratello Ralf, con Fernando Alonso, con Kimi Raikkonen. L’adrenalina la trasmettevi anche a me durante il Gran Premio.


Hai accompagnato tutta la mia adolescenza, il mio periodo di scuola alle superiori, ricordo i miei diari in cui mettevo le tue foto, scrivevo «W Ferrari, W Michael Schumacher, W Rubens Barrichello»!!! E ogni volta che iniziava il giorno di scuola, prendevo il diario, sfogliavo per guardare la tua foto, così come prima di un interrogazione, un compito, io ti tenevo sotto il banco, o comunque in tasca, come se cercassi fortuna da te… Essendo una ragazza solitaria, avevo l’abitudine (anche oggi) di sognare ad occhi aperti, ed immaginarmi di avere qualcuno accanto a me, e in quegli anni immaginavo che tu eri lì, magari durante una pausa o le notti, sognavo di avere in classe tu ed i tuoi colleghi/piloti, nel mio banco oltre al mio compagno/a, al mio fianco avevo te, e così tutto il giorno. Anche per questo, sei diventato parte della mia vita. Perciò volevo ringraziarti, per i tuoi insegnamenti, attraverso le gare, mi hai insegnato di non arrendermi mai, anche se dovessi partire in fondo al gruppo, devo sempre premere forte il ‘pedale destro’ e cercare di andare avanti finché non mi trovo in testa e lottare per la vittoria.


Quanto ho pianto, quando nel 2006 a Monza durante la conferenza stampa dopo il podio, dissi di volerti ritirare a fine di quella stagione, mi sembrava strano l’idea di non vedere più il tuo nome nelle classifiche, in griglia di partenza delle stagioni successive. Memorabile, l’ultimo Gran Premio in Brasile, la bellissima rimonta, i sorpassi mozzafiato, per me non ti dovevi ritirare. Quando Felipe Massa ebbe l’incidente a Budapest nel 2009, e seppi che la Ferrari voleva farti gareggiare al suo posto, ero rimasta felice, anche se la vettura non era competitiva, aspettavo di vedere come te la saresti cavata con una macchina così. Ma poi, la delusione quando dissi che non l’avresti fatto, dopo aver fatto dei test con una vecchia Ferrari F1. Anche quando alla fine 2009, arrivò la notizia che saresti tornato in Formula 1, con la Mercedes, sono rimasta male, e stupita, perché io ti avevo legato alla Ferrari (Michael Schumacher = Ferrari), ho iniziato a seguirti quando eri con la Ferrari, ma l’idea di rivederti in pista mi faceva felice. Quindi, poi quando la stagione 2010 iniziò, oltre alla Ferrari, ho ripreso a tifare per te. Questa tua decisione, io ringrazierò sempre, perchè nel 2012 hai dato la possibilità di rivederti, quando a Monza sono venuta a vedere la Formula 1, 12 anni dopo la mia prima ed unica volta, anche se, mi fece strano vederti in quella Mercedes e con quei colori. Ringrazierò sempre, durante il Pit Walk, io non ho avuto la possibilità di avvicinare te, né i due piloti Ferrari, perchè la gente era molta, ed io ero salita sul muretto del tuo Team, ma quando ti ho visto uscire con le braccia alzate e con il sorriso, come per voler abbracciare tutta quella folla, e diretto verso loro a fare autografi, mi ha commosso ed emozionato, perchè ho visto una persona disponibilissima, gentile, nonostante l’antipatia che molti provavano verso di te, diciamo non hai dato la sensazione di essere superiore, malgrado la tua fama, il tuo essere l’uomo dei record della Formula 1, un 7 volte Campione del Mondo.


Concludo dicendo e pregando perché tu possa combattere, e vincere questa gara più difficile, e che tu possa tornare ad abbracciare i tuoi tifosi con il tuo inconfondibile sorriso. Anche perché io sarò lì tra loro ad aspettarti… Grazie ancora per tutto quello che hai fatto per me, per i tuoi tifosi. Ho visto che ami i  cavalli, sai anche io li amo, cavalco. Ho un cavallo del cuore che si chiama Schumi, un purosangue come te, che ama correre veloce, anche lui tenace, forte.

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Scritto da: Giorgia Meneghetti

Giorgia Meneghetti
Sono Giorgia, e abito in un paesino delle Marche, lungo la costa adriatica. Conosco le lingue inglese, francese e spagnolo. Appassionata di cavalli, e di Formula 1 fin dal 1998 quando correva il mio idolo Michael Schumacher con la Ferrari, di cui sono tifosa sfegatata. Un altro mio pilota preferito è Fernando Alonso, che spero un giorno di poterlo incontrare.

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